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La Cannabis non è droga, lo dice l'ONU

Una bellissima quanto attesa notizia per la Cannabis: le Nazioni Unite hanno approvato le raccomandazioni dell'OMS per rimuovere la cannabis e la resina di cannabis dalla tabella IV della Convenzione Unica del 1961 sugli stupefacenti.

Cannabis

Un voto storico

Il voto è storico e potrebbe avere risvolti molto positivi e importanti per tutta l’industria della Cannabis, a cominciare dalle iniziative legislative che si stanno portando avanti nei singoli Paesi.

La votazione si è conclusa con 27 voti favorevoli, 1 astensione e 25 voti contrari. L’Unione europea, Italia compresa, ha votato a favore con la sola eccezione dell’Ungheria.

I primi commenti

"L'ondata di cannabis terapeutica ha già accelerato negli ultimi anni, ma questa notizia darà un ulteriore impulso", ha detto a Marijuana Business Daily Martin Jelsma, direttore del programma per le droghe e la democrazia presso il Transnational Institute con sede in Olanda. 

"Anche se questa decisione non libera completamente la pianta dal controllo dei trattati, è un passo da gigante verso la normalizzazione della cannabis soprattutto in medicina, ma anche nelle nostre società in generale", ha detto a MJBizDaily il ricercatore indipendente Kenzi Riboulet-Zemouli di CND Monitor.

"Sono stati necessari decenni di sforzi per rimuovere la cannabis dalla Tabella IV, con implicazioni che si vedranno lentamente ma sicuramente nei prossimi decenni".

La decisione di oggi toglie gli ostacoli del controllo internazionale, imposti dal 1961 dalla Convenzione unica sulle sostanze narcotiche, alla produzione della cannabis per fini medico-scientifici”, dichiara Marco Perduca, che per l’Associazione Luca Coscioni, attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla scienza e alla salute.

Il quadro generale

Questa notizia si aggiunge alla sentenza della Corte di Giustizia Europea, dello scorso novembre, in cui si affermava che il CBD estratto dalla pianta di Cannabis nella sua interezza non può essere considerato una sostanza stupefacente. 

La Corte di Giustizia Europea, si era già pronunciata su un caso di sequestro, avvenuto in Francia, circa un estratto di CBD importato dalla Repubblica Ceca.

I giudici hanno riconosciuto il diritto di produrre e commercializzare il CBD, qualora “sia estratto dalla pianta di Cannabis sativa nella sua interezza e non soltanto dalle sue fibre e dai suoi semi.”

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Il potenziale terapeutico del cannabidiolo

Diverse ricerche della comunità scientifica hanno dimostrato i formidabili effetti del CBD, che si è rivelato sorprendentemente utile nel trattare determinate patologie, da quelle più delicate come l’epilessia dei bambini o malattie a carico dell’apparato gastrointestinale, fino a disturbi più leggeri ma comunque invalidanti come l’insonnia, il poco appetito o i disturbi del tono dell’umore.

Assumere CBD può essere utile per combattere il colore cronico e anche quello acuto, come l’emicrania, i dolori mestruali o quelli muscolari. 

Oltre ad essere un ottimo analgesico, il CBD può essere anche un potente antinfiammatorio, è questa sinergia che lo rende così appetibile come farmaco naturale.

Inoltre, la sua capacità di interagire con il nostro sistema endocannabinoide lo rende un potente stimolatore di serotonina, in grado di alleviare lo stress, l’ansia e la lieve depressione.

Assumere CBD può aiutare anche a combattere l‘insonnia e a stimolare l’appetito, può essere infine un valido alleato contro la nausea e per affrontare i sintomi di astinenza da THC.

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