Nonostante si sia solo agli inizi delle ricerche su questo straordinario principio attivo, i risultati sono notevoli. Proprio come il cbd, il cannabigerolo è privo degli effetti psicotropi del thc ed è efficace contro il dolore cronico. È anche consigliato in caso di ansia o depressione, pare infatti che interagisca con un neurone in grado di regolare la tensione emotiva e la conseguente rigidità muscolare. Ma conosciamo meglio il cannabigerolo Cbg:

Cannabis

In questo ultimo periodo abbiamo sviluppato due nuove genetiche al CBG:

Fatale White CBG

Fatale, è una varietà esclusiva ad alto contenuto di cannabigerolo: 18%.

È stata creata con sapienza, selezionando uno per uno i terpeni, per valorizzare le proprietà terapeutiche del CBG.

  • Aspetto: con le sue cime piene e compatte a grandezza mista, si presenta di un colore verde chiaro luminoso con sfumature che vanno dal bianco al dorato fino all’arancione.
  • Odore e sapore: questa varietà di marijuana light si contraddistingue per il suo aroma naturale e legnoso con note di pino e cedro e un retrogusto morbido al palato
  • Proprietà: può essere utilizzata per il trattamento del dolore cronico, dei reumatismi e dei dolori mestruali. Può essere utile anche per distendere i muscoli e alleviare le tensioni muscolari. Stimola l’appetito ed è un vero e proprio must have per combattere l’insonnia. Non ha effetti collaterali né psicoattivi e contiene una percentuale di THC inferiore allo 0,2% come previsto dalla legge vigente.

Briosa Jack Frost CBG

Briosa, è una varietà TOP Quality, con un alto contenuto di CBG, il 20% e una miscela di terpeni di grande pregio, che le conferiscono il suo inconfondibile aroma di fragola.

fiori di cbg
  • Aspetto: le sue cime a grandezza mista ricordano la forma di un ovale e sono di colore verde bosco con sfumature più o meno accentuate dall’albicocca al rosa chiaro.
  • Odore e sapore: il profumo di questa strain ha note legnose con sentori di fragola, che diventano più evidenti all’assaggio. Il sapore è fresco e gustoso con un retrogusto dolce e piacevole al palato.
  • Proprietà: con il suo 20% di CBG, interagisce in modo veloce e diretto con il nostro sistema endocannabinoide. Aiuta a regolare il tono dell’umore, gli attacchi d’ansia, lo stress e i sintomi da lieve depressione ed è un vero e proprio antidoto contro gli attacchi di panico. Potrebbe essere un valido e profumato alleato per rafforzare il sistema immunitario in vista dei primi freddi. Ideale per essere accompagnata con una tisana calda, per un momento totalmente cosy.

Genesi e specifiche del CBG

Il Cannabigerolo o CBG è stato scoperto nel 1964 dallo scienziato Y.Gaoni. Il Cbg è composto da acido cannabigerolico (CBGA), uno dei primi cannabinoidi che si formano in natura nella pianta di cannabis.

Durante la fase di maturazione della pianta di Canapa alcuni enzimi agiscono in sinergia trasformando il CBGA in una varietà di cannabinoidi acidi, quali THCA, CBDA, e CBCA. La forma acida dei composti più comuni: THC, CBD, CBC.

Secondo gli studi effettuati da Gaoni e dai suoi collaboratori, il cannabigerolo è un composto terpenofenolico, ossia come gli altri presenti nella cannabis, può essere suddiviso in tre molecole che presentano a loro volta diverse proprietà chimiche, ciascuna con una propria applicazione in campo farmaceutico.

Ad esempio, il cosiddetto anello fenolico ha proprietà antimicrobiche e antibatteriche. Le due catene lipofile, poste alle estremità opposte dell’anello fenolico, sono la catena n-alchilica e la catena terpenoica.

Le due catene lipofile hanno diverse applicazioni terapeutiche: sono scarsamente idrosolubili e questo gli permette di penetrare meglio all’interno dei tessuti, garantendo così un effetto terapeutico maggiore rispetto ad altri farmaci.

Che cos'è il Cannabigerolo?

Anche se sentiamo più spesso parlare di THC e CBD, ci sono altri cannabinoidi in una pianta di canapa. Uno di questi è il Cannabigerolo detto Cbg, che è molto più di un altro cannabinoide presente in una pianta di canapa. È consoderato un po' il capostipite di tutti gli altri cannabinoidi, il primo ad essere prodotto dalle piante di cannabis nonché quello che durante la fotosintesi si sintetizza negli altri principi attivi come THC e CBD.

Totalmente privo degli effetti del THC e di qualsiasi effetto psicoattivo esattamente come il CBD, il cannabigerolo è l’ulteriore dimostrazione che le piante di cannabis ci regalano sempre e solo cose belle. Recenti studi hanno dimostrato che può avere importanti benefici sul corpo umano

Cannabigerolo

Differenze tra Cbg e Cbd

Sono molte le similitudini tra cannabidiolo o CBD e cannabigerolo o CBG, soprattutto dal punto di vista degli effetti benefici sul corpo umano e dei possibili impieghi terapeutici. A parte per alcune specificità infatti, i due principi attivi sembrano condividere la maggior parte delle proprietà terapeutiche.

Entrambi sono privi delle proprietà psicoattive del THC e sembrano privi di effetti collaterali.

Tutti e due agiscono positivamente sul nostro sistema endocannabinoide e tutti e due sono oggetto di interesse da parte di diverse comunità scientifiche. Anche dal punto di vista dell’aspetto non è molto facile distinguere tra fiori di CBD e cime di CBG, anche perché come sappiamo bene aspetto e sfumature di colore dipendono dalla specifica varietà di cannabis.

Le cime di CBG comunque, dovrebbero essere piene e compatte, esattamente come i fiori di CBD e tutte le altre cime che si rispettino, sempre se ben coltivate e lavorate. Dal punto di vista del sapore vale un po' lo stesso discorso, l’aroma dipenderà dai terpeni di quella specifica varietà. Tuttavia, il CBG ha un retrogusto dolcemente “canaposo”.

Una delle differenze sostanziali tra questi due principi attivi è che una genera l’altro attraverso la sintesi. Come abbiamo visto infatti, il cannabigerolo è un po' il genitore degli altri cannabinoidi e quindi anche del CBD. Proprio a causa della sintesi, una pianta di canapa matura presenta una quantità bassissima di CBG mentre è molto ricca di CBD, che insieme al THC è il cannabinoide presente in quantità maggiore nei tricomi dei fiori delle piante di cannabis.

Assumere Cbd e Cbg insieme

La combinazione di CBD e CBG sta iniziando a interessare la ricerca, grazie alle enormi potenzialità attribuite alla combinazione tra questi due cannabinoidi non psicoattivi.

Sono due molecole che agiscono in sinergia, lavorando contemporaneamente su due aspetti diversi del problema da trattare. Il CBD, ad esempio, stimola un enzima chiamato FAAH che è responsabile della produzione di endocannabinoidi nel corpo e – in caso di carenza o sovrapproduzione – agisce come regolatore. Al contrario, il CBG agisce direttamente sui recettori del sistema endocannabinoide, soprattutto sui recettori CB1, CB2 e 5-HT1A. Potremmo dire che se il CBD concentra la sua azione sulla chiave, il CBG agisce invece sulla serratura: la combinazione di entrambi permette di aprire la porta con facilità.

CannabisPerché è importante il Cbg?

Il Cannabigerolo è da considerarsi come la “cellula staminale” di molte sostanze chimiche presenti della Cannabis. Grazie all’azione di alcuni enzimi, il CBG si converte in altri tipi di Cannabinoidi rivelandosi poi importante nell’utilizzo terapeutico della Cannabis per via delle sue caratteristiche. 

Bonni Goldstein, direttore medico di Canna-Centers, in passato ha affermato come il CBG inibisca l’assorbimento di una sostanza chimica di nome GABA, con gli stessi meccanismi dei cannabinoidi.

Questo cosa significa? Significa che il Cannabigerolo porta al rilassamento dei muscoli e a contrastare stati ansiosi così come avviene con il CBD.

Effetto Entourage

Numerosi studi supportano la teoria che attribuisce il vero potenziale della marijuana al famoso effetto entourage, termine coniato nel 1999 dal ricercatore israeliano Raphael Mechoulam. Secondo lo scienziato, i composti secondari nella cannabis possono aumentare gli effetti benefici del THC e ridurre l'ansia indotta dalla sua psicoattività.

L’effetto entourage è stato oggetto degli studi di molti ricercatori, che hanno contribuito ad aggiungere dettagli al tema. Ad esempio, secondo i ricercatori Wagner e Ulrich-Mertsenih, i meccanismi che sono alla base della sinergia della pianta di cannabis sono quattro:

  1. Capacità di influenzare diverse zone del corpo;
  2. Capacità di migliorare l’assorbimento dei principi attivi;
  3. Capacità di superare i meccanismi di difesa dei batteri;
  4. Capacità di minimizzare gli effetti collaterali indesiderati.

Ad ogni modo, le molecole che compongono la pianta agiscono in combinazione tra loro per funzionare molto meglio dal punto di vista medicinale.

È stato dimostrato che decine di cannabinoidi – chetoni, esteri, lattoni, alcoli, acidi grassi, steroidi e terpeni – forniscono un grande potenziale terapeutico solo quando lavorano insieme, e non quando lo fanno singolarmente.

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Gli studi scientifici sul Cbg

I benefici del CBG per il trattamento di patologie o particolari condizioni emergono mese dopo mese. Il cannabigerolo, infatti, potrebbe essere utilizzato per il trattamento del glaucoma, grazie alla sua capacità di abbassare la pressione intraoculare, esattamente come fa il THC ma senza i suoi tipici effetti psicotropi.

Il cannabigerolo, inoltre, si è dimostrato efficace come agente antibatterico per combattere le infezioni del ceppo di batterio Staphylococcus aureus che si è evoluto sviluppando una resistenza agli antibiotici beta-lattamici, come le penicilline

Nel 2013, uno studio ha evidenziato la possibilità di impiego del CBG per il trattamento delle malattie infiammatorie che colpiscono l'intestino e, due anni più tardi, nel 2015, una ricerca ha stabilito che il cannabigerolo assunto anche in combinazione con altri fitocannabinoidi potrebbe comportare ottimi benefici per quelle persone che convivono con una malattia neurodegenerativa come la corea di Huntington.

Il CBG si è dimostrato capace di normalizzare l’espressione dei geni legati al decorso della malattia, svolgendo, di fatto, una funzione neuroprotettiva. Infine, le ricerche degli ultimissimi anni hanno dimostrato che il cannabigerolo potrebbe essere utilizzato anche per accompagnare le terapie di certe persone affette da cancro. I motivi sono due. Il CBG, secondo uno studio scientifico del 2014, ha inibito la crescita tumorale in alcune cavie affette da cancro al colon.

Nel 2016, invece, è stato dimostrato che il CBG può funzionare come stimolante per l'appetito, una proprietà molto importante che potrebbe essere d’aiuto per chi affronta con coraggio i cicli di chemioterapia.

Uno studio italiano

Uno studio realizzato dai ricercatori del dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II, insieme ai medici del reparto di Diagnostica dell’Ospedale dei Pellegrini di Napoli e i ricercatori del CNR di Pozzuoli, ha messo in evidenza l’azione del CBG in un caso di infiammazione intestinale arrivando alla conclusione che “il cannabigerolo è una nuova opportunità terapeutica per chi soffra della patologia indicata”.

Sicuramente saranno necessari altri studi per determinare quale sia veramente il potenziale terapeutico del CBG, tuttavia però possiamo affermare che oltre al CBD e al THC ci sono altre molecole in grado di offrire supporto in ambito terapeutico.

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Il Cbg nella cannabis terapeutica

Ansia e stress

Il CBG inibisce il neurotrasmettitore l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), riuscendo nell’intento di diminuire lo stato d'ansia oltre ad una riduzione della tensione muscolare che può essere associata svariate ragioni/patologie.

Si tratta di un'azione simile a quella svolta dal Cbd scoperta nel 2009 dai ricercatori dell’Institute of Medical Sciences dell’Università di Aberdeen, in Gran Bretagna, e pubblicata nel gennaio 2010 sulle pagine del British Journal of Pharmacology.

Glaucoma

Come il CBD che può aiutare in questo tipo di patologia , allo stesso modo il Cannabigerolo Cbg contribuisce a ridurre la pressione intraoculare aumentando il drenaggio dell'occhio. Questa proprietà del CBG è stata individuata già da tempo da quella che può essere ritenuta una pioniera della ricerca scientifica in questo specifico campo, Brenda K. Colasanti dell’Università della West Virginia.

Il primo studio, infatti, a mettere il relazione l’uso del cannabigerolo per il trattamento del glaucoma risale al 1984, ma è nel 1990, con una ricerca pubblicata sul Journal of Ocular Pharmacology and Therapeutics che il potenziale del CBG viene effettivamente portato alla luce. 

Infiammazioni intestinali

Il CBG possiede forti proprietà anti-infiammatorie ed analgesiche benefiche per le patologie infiammatore intestinali come il morbo Crohn.

Condizioni per cui è noto anche il contributo del CBD, ma che nel caso del CBG hanno destato particolare attenzione dopo uno studio pubblicato da un’equipe del dipartimento di farmacologia dell’Università di Napoli “Federico II” sull’autorevole rivista Biochemical Pharmacology nel 2013. 

 Depressione

La Scienza sostiene come il CBG abbia proprietà antidepressive ed analgesiche con effetti potenzialmente anche antidolorifici.

Nel 2010, una ricerca pubblicata su Pharmacology Biochemistry Behavior da parte di un gruppo di ricerca della University of Mississippi ha voluto dare luce sui potenziali effetti antidepressivi di vari cannabinoidi - anche quelli meno noti come il CBG - evidenziandone le promettenti possibilità di applicazione in questo particolare ambito terapeutico. 

 Nausea

Studi preclinici hanno messo in evidenza come il CBG possa interagire con la sensazione di nausea. I ricercatori del dipartimento di Psicologia dell’Università di Guelph, in Canada, hanno voluto individuare quali fossero gli effetti del CBG su alcuni modelli animali e, in particolare, l’interazione di questo cannabinoide in associazione con il CBD.

I risultati sono stati pubblicati nel 2011 sulle pagine della rivista Psychopharmacology.

Tumori e cellule cancerogene

Alcuni studi hanno evidenziato come il CBG potrebbe inibire la crescita delle cellule cancerogene tuttavia ancora molto c’è da fare e studiare per dare risposte quanto più precise sul Tema. Evidenze, in questo senso, provengono da uno studio pubblicato su Carcinogenesis nel dicembre 2014 da una nutrita equipe di ricercatori dell’Università di Napoli “Federico II”.

Lo studio prendeva in considerazione la carcinogenesi nella regione del colon e ha scoperto alcuni promettenti proprietà del cannabigerolo. Tuttavia, siamo ben lontani da considerare il cannabigerolo e, in generale, i cannabinoidi come “la cura” contro i tumori.

Neuroprotezione

Il CBG è un promettente agente terapeutico nei disturbi associati al sistema nervoso centrale come l'epilessia, la malattia di Huntington. I primi a mettere in luce questa proprietà sono stati i ricercatori del Departamento de Bioquímica y Biología Molecular dell’Instituto Universitario de Investigación en Neuroquímica, di Madrid.

Nel loro studio, pubblicato nel 2015 su Neurotherapeutics, i ricercatori hanno concluso che il cannabigerolo (e anche altri cannabinoidi) potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel ritardare l’avanzamento di malattie neurodegenerative, con particolare riferimento alla Corea di Huntington. 

Proprietà antifungine e antimicrobiche

Come la stragrande maggioranza dei principali cannabinoidi, il CBG presenta proprietà antifungine e antimicrobiche, descritte per la prima volta nel 1982 sulle pagine del Journal of Pharmaceutical Sciences. 

Psoriasi

Il CBG aiuta a contrastare questo tipo di patologie, un argomento che abbiamo già affrontato vista l’efficacia che in tal senso mostra anche il CBD, leggi la nostra testimonianza. Il CBG - e in generale i cannabinoidi - esercitano una funzione antinfiammatoria anche a livello topico.

Sul Journal of Dermatological Science, i ricercatori della Nottingham University avevano già descritto questo potenziale già nel 2007. 

Disfunzioni vescicali

Il CBG risulterebbe essere il cannabinoide più efficace per il trattamento delle disfunzioni della vescica, come evidenziato nel 2015 sulle pagine di Natural Product Communications da un’equipe di ricerca italiana.

CBG contro la neuro-infiammazione e lo stress ossidativo

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Centro Neurolesi "Bonino Pulejo" di Catania, in collaborazione con il CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria e l'Università del Piemonte orientale, il cannabigerolo avrebbe un ruolo fondamentale nella lotta allo stress ossidativo. Secondo i ricercatori, infatti, l’infiammazione e lo stress ossidativo giocano un ruolo fondamentale nella neurodegenerazione cellulare. 

Il CBG, come molti altri composti naturali, è in grado di esercitare un'azione neuro protettiva importantissima contro l’infiammazione e lo stress ossidativo, e protegge dalla perdita di cellule neuronali.

La ricerca mirava “a valutare la capacità del CBG di proteggere i motoneuroni dalla tossicità indotta dal mezzo dei macrofagi RAW 264.7 stimolati dalla LPS”.

Usando il dosaggio MTT, un dosaggio colorimetrico per valutare l’attività metabolica cellulare, gli scienziati di Catania hanno osservato che il pre-trattamento a base di CBG era in grado di ridurre la perdita di vitalità cellulare indotta dal mezzo di macrofagi stimolati con LPS nelle cellule NSC-34. Secondo i ricercatori, i risultati dello studio hanno confermato gli effetti neuro-protettivi del CBG, potenziale trattamento contro la neuro-infiammazione e lo stress ossidativo.