Coltivare la cannabis sul balcone

Coltivare la cannabis sul balcone

Chi vive in città lo sa bene: balcone e terrazzo sono un vero lusso! Avere uno spazio all'aperto è un toccasana; permette di godere del primo sole in primavera e del fresco nelle sere d'estate, ma soprattutto permette di dare libero sfogo al pollice verde. Il giardinaggio è rilassante e salutare: con qualche accorgimento, anche gli spazi piccoli possono diventare orti di tutto rispetto.

C'è chi sceglie di coltivare basilico e pomodori, chi di piantare rose e tulipani... Siamo sicuri, però, che molti di voi vorrebbero provare a coltivare la cannabis sul balcone! La coltivazione in terrazzo è una coltivazione outdoor in piena regola, che richiede qualche accorgimento in più per ragioni di spazio e sicurezza. 

 

Il balcone perfetto per coltivare cannabis 

Un balcone, anche piccolo, è più che sufficiente per avviare una modesta coltivazione di cannabis da appartamento. La questione principale infatti non è lo spazio, ma l'esposizione al sole del vostro spazio all'aperto. Le piante di cannabis hanno bisogno di molta luce, soprattutto nella fase vegetativa. La fase di fioritura richiede meno sole, dal momento che bisogna illudere la pianta che sia in corso un cambio di stagione, per favorire la crescita e lo sviluppo di rami e fiori. 

Per poter crescere, le piante di cannabis richiedono un minimo di 6 ore di luce solare diretta al giorno. Tuttavia, se il vostro obiettivo è ottenere grandi quantità d'erba, avrete bisogno di più di 10 ore di luce solare al giorno. La soluzione migliore è spostare le vostre piante da una parte all'altra del balcone, seguendo il movimento del sole, per tenerle esposte il più a lungo possibile alla luce diretta.

La fase di fioritura richiede un po' più di pazienza: occorrerà confondere la pianta, illudendola che l'inverno si stia avvicinando. Per fare ciò dovrete coprire le piante con un telo nero un paio d'ore prima del tramonto, o spostarle in una stanza completamente buia, in modo da avvicinarvi il più possibile a un ciclo di 12 ore di luce e 12 ore di buio. 


Proteggi le tue piante! 

Se il balcone o il terrazzo sono posti a un piano alto, bisogna prestare molta attenzione al vento. Soprattutto nelle fasi iniziali, un vento molto forte può rompere facilmente i rami o ribaltare i vasi. Anche i lunghi periodi di piogge possono arrestare lo sviluppo della pianta a causa dell'eccesso d'acqua. L’umidità alta per periodi troppo lunghi può causare marciume nelle cime e distruggere i tuoi fiori. Lo stesso vale per il forte caldo estivo. Le piante possono assimilare l'acqua molto in fretta, e la cannabis non fa assolutamente eccezione: bisogna fare molta attenzione alla quantità d'acqua, soprattutto se si ha intenzione di lasciare le piante “da sole” per qualche giorno. Dimenticarsi di annaffiare prima di partire per il weekend potrebbe essere fatale! 

Se il balcone si presta, potrete costruire delle strutture protettive che impediscano a vento e sole eccessivi di distruggere la vostra coltivazione. È consigliabile anche utilizzare una vera e propria serra, ma quando le piante sono già cresciute potrebbe rivelarsi una soluzione un po' ingombrante. Avviare una coltivazione di cannabis richiede impegno e dedizione, perciò dovrete fare qualche sacrificio ed essere tempestivi nell'intervenire in difesa del vostro "orticello". 


Quali sono le varietà migliori? 

Per essere sicuri di raccogliere prima dell'autunno bisogna tenere sotto stretto controllo le fluttuazioni di luce quotidiane. Avere un accesso illimitato di luce solare e aria naturale è sicuramente un grande vantaggio, ma è quasi impossibile riuscire a governare le variazioni di luce solare. Di conseguenza, le varietà autofiorenti possono essere una valida alternativa per assicurarsi che le piante crescano in modo costante, indipendentemente dai cicli di luce e buio.

Le autofiorenti infatti non hanno un fotoperiodo standard, ma richiedono sempre 12 ore di luce e 12 ore di buio. Poiché le autofiorenti sono solite passare dalla semina al raccolto in poche settimane, bisognerebbe sempre coltivarle nei mesi più caldi dell'estate, per sfruttare al meglio i potenti raggi del sole ed ottenere le migliori rese produttive. 

Durante le prime fasi di crescita, soprattutto subito dopo la germinazione, è necessario proteggere i semi dalle minacce esterne, come i parassiti. Si può utilizzare una serra o costruire una struttura protettiva; è possibile intervenire con insettidici biologici e olio di neem, una volta a settimana, per prevenire o annientare i parassiti. 

Qualche accorgimento per la tua sicurezza


Se vivete in condominio, quasi sicuramente avrete dei vicini e il vostro balcone sarà esposto a molti occhi indiscreti, oltre al rischio di affacciarsi sulla strada. 

Per cercare di non dare troppo nell'occhio conviene utilizzare una tecnica di potatura aggressiva o la legatura, per obbligare la pianta a crescere verso il basso e assumere una forma tozza e cespugliosa, invece della classica ad albero di Natale. Potrete utilizzare le tecniche HST ed LST di cui abbiamo parlato tante volte, come il trimming, la cimatura, il main-lining, il fluxing, il lollipopping e altre ancora. 

Se durante la fase vegetativa l'odore non costituisce un problema significativo, nella fase di fioritura diventa una presenza abbastanza ingombrante. Le piante iniziano a sviluppare le cime e la resina aumenta, insieme all'odore pungente di erba quasi pronta ad essere essiccata. Nelle coltivazioni indoor si possono utilizzare i filtri ad ozono e quelli a carboni attivi, mentre per il balcone bisogna adottare una tecnica un po' più old school.

La soluzione migliore è proprio puntare sull'odore: il nostro consiglio è di riempire la terrazza con erbe aromatiche, piante e fiori dai profumi forti come gardenie, gelsomini e fresie. Camufferanno anche l'odore più persistente!

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