Quando è meglio raccogliere la marijuana?

Quando è meglio raccogliere la marijuana?

Le piante sono mature, sono cresciute lentamente ma al meglio e ora siete arrivati quasi alla fine dell'impresa. Non vorrete rischiare di mandare tutto all'aria per aver avviato troppo tardi il raccolto le vostre piante di cannabis? No, di sicuro non lo volete. E allora vediamo insieme quali sono le tecniche per capire quando raccogliere e soprattutto per essere sicuri di farlo al meglio. 

Scegliere il momento giusto per passare alla fase due, cioè l'essiccazione, può fare la differenza tra un "high" inebriante o un effetto “stoned” difficile da gestire, e in ogni caso può incidere significativamente sulla potenza e sulla resa finale. Quando si giunge il momento del raccolto, l'errore più comune è quello di raccogliere le piante troppo presto. Per non essere frettolosi e vanificare sforzi e spese, bisogna imparare a interpretare i segnali che le piante di Cannabis mandano durante la fase di fioritura. 

Esistono due principali metodi per valutare se una cima è pronta per essere raccolta: il metodo dei pistilli e il metodo dei tricomi. Il metodo dei tricomi è senza dubbio il più affidabile e apprezzato dai coltivatori, ma richiede un microscopio, per essere sicuri di ciò che non si può vedere a occhio nudo. In ogni caso, entrambi i metodi sono adatti ai coltivatori alle prime armi e sono molto utili per comprendere quando procedere al raccolto. 

 

Il metodo dei pistilli

Il metodo dei pistilli è una buona tecnica per capire qual è il momento giusto per raccogliere i fiori della pianta di cannabis, anche se di certo non è il più scientifico. 

La prima domanda, fondamentale e irrinunciabile, è: cosa sono i pistilli? 

Il pistillo è l’insieme degli organi riproduttivi femminili di una pianta. È formato dallo stimma, che serve per ricevere il polline, e dallo stilo, che collega lo stimma all’ovario, la vera e propria zona fertile che custodisce gli ovuli. Le piante di cannabis maschio non producono fiori, bensì sacche polliniche che, una volta mature, si aprono liberando il loro polline sulle piante femminili con l'obiettivo di fecondarle. Affinché ciò accada, il polline deve entrare in contatto con i pistilli, che nella pianta di cannabis si presentano come dei peletti che sporgono dal calice dei fiori.

I pistilli sono strutture filamentose, simili a capelli. Si trovano sulle cime, emergono dai calici e sono visibili ad occhio nudo. All'inizio della fase di fioritura queste strutture sono di colore bianco. Successivamente, assumono tonalità rossastre, marroni e arancioni, man mano che i fiori giungono a maturazione.

Quando tutti i pistilli appaiono dritti e bianchi, è ancora troppo presto per raccogliere. Una cima ben formata, ma con tutti i pistilli ancora bianchi, richiede almeno un paio di settimane prima di essere pronta al taglio. Nella pianta “matura” i pistilli si scuriscono, acquisendo pian piano un colore bruno. 

 

Quando raccogliere per avere la giusta concentrazione di THC?

Come già detto, scegliere il momento giusto per raccogliere la cannabis incide moltissimo sulla potenza della sostanza una volta essiccata. A quanto dicono i growers, il trucco è raccogliere quando almeno il 40-50% dei pistilli inizia ad assumere un colore più scuro, perdendo vigore e accartocciandosi. Se però si vogliono ottenere concentrazioni ottimali di THC, è opportuno aspettare qualche giorno in più. 

Non solo le tempistiche incidono sulla potenza, ma anche sulla qualità dell'high:

  • se si raccoglie quando il 40% di pistilli è di color marrone-ruggine, l'high indotto tenderà ad essere più energizzante;
  • se si aspetta che il 50-70% dei pistilli abbia assunto colorazioni più scure, seccandosi ed arricciandosi, si otterranno maggiori livelli di THC e un high più euforico e psicoattivo;
  • se, invece, si decide di aspettare che il 70-90% dei pistilli assuma colorazioni più scure, gli effetti saranno più rilassanti, particolarmente indicati contro gli attacchi d'ansia. 

Il momento in cui vengono raccolte le cime influisce enormemente sulle sensazioni indotte dalla marijuana, vale quindi la pena sperimentare per stabilire quale "high" si avvicina di più alle proprie esigenze. Qualunque sia la vostra scelta, ricordatevi che raccogliere troppo presto è sempre molto peggio che raccogliere troppo tardi. Esattamente come nella fase di crescita, l'importante è saper osservare le varie tappe di sviluppo della piante e la variazione cromatica dei pistilli.

 

Il metodo dei tricomi

La tecnica dei tricomi è la più apprezzata dai coltivatori professionisti, perché permette di stabilire l'ora x con altissima precisione. Questo metodo consiste nell'osservare i "tricomi", piccole escrescenze a forma di fungo che appaiono sulla superficie delle cime della Cannabis. Il “contro” di questa tecnica è che richiede l'utilizzo di un microscopio, o almeno di una lente di ingrandimento, perché i tricomi non sono visibili a occhio nudo. 

 

Cosa sono i tricomi? 

I tricomi sono delle piccole escrescenze che ricoprono le cime di cannabis su tutta la superficie. I tricomi sono importantissimi: sono delle piccole ghiandole a forma di fungo, situate nei fiori e nelle foglioline resinose (sugar leaves), e producono la preziosa resina che contiene cannabinoidi e terpeni, che lì vengono custoditi come in delle piccole casseforti. Perciò, saper riconoscere il loro stadio di maturazione è fondamentale per poter raccogliere una Cannabis di prima scelta.

I tricomi sono miscroscopici, perciò è quasi impossibile osservarli a occhio nudo e apprezzarne i cambiamenti. Per poterli studiare con precisione occorre utilizzare un miscroscopio, possibilmente un apparecchio digitale portatile da poter collegare ad un computer, per osservare con la massima precisione i tricomi delle vostre piante. Una valida alternativa può essere quella di usare una lente d'ingrandimento da gioielliere, con la quale si può già ottenere una visione piuttosto dettagliata.

Ma perché bisogna osservare i tricomi? Esattamente come accade con i pistilli, anche nel caso dei tricomi il segnale di maturazione è dato da una variazione cromatica: bisogna attendere che queste escrescenze passino dal loro aspetto trasparente ad una tonalità più lattiginosa ed opaca.


Metodo dei tricomi: quando raccogliere?

La variazione cromatica dei tricomi dà al grower il segnale: è arrivato il momento di passare alla seconda e ultima fase, quella del raccolto e dell'essiccazione. 

Ma cosa ci dice la variazione cromatica dei tricomi?

Quando il 50-70% dei tricomi avrà assunto una colorazione più scura il contenuto di THC sarà al suo massimo e le piante saranno pronte per essere raccolte. Al microscopio, i tricomi all'inizio della fase di fioritura appariranno trasparenti, simili a cristalli. Questo indica che i fiori non sono ancora maturi e non hanno ancora raggiunto il massimo delle loro potenzialità. Con il passare del tempo, i tricomi diventeranno più scuri, fino ad assumere un color latte. Finché questi minuscoli produttori di resina sono semi-trasparenti, i fiori emanano un odore lieve e devono quindi crescere ulteriormente.

Quando arriva il momento di raccogliere, la pianta sarà in grado di farcelo sapere: i tricomi diventeranno completamente opachi, e questo vuol dire che la produzione di THC è all'apice, come anche gli effetti psicoattivi della pianta. È il momento perfetto per raccogliere le cime mature.

Come già detto, agire al momento giusto inciderà anche sugli effetti della cannabis. Se si raccoglie troppo presto l'effetto sarà lieve, a causa della scarsa concentrazione di THC. Quando il THC è all'apice l'effetto sarà un high euforico, positivo ed energizzante. Se invece si posticipa il raccolto, i tricomi già opachi diventeranno color ambra e le cime raccolte in questa fase produrranno effetti più fisici e sedativi.

0 commenti

Scrivi un commento

I commenti sono moderati