Canapa e Marijuana sono la stessa cosa?

Canapa e Marijuana sono la stessa cosa?

Una stessa pianta, diversi usi, diversi nomi. Originaria dell’Asia centrale e utilizzata dall’uomo fin dai tempi più antichi, è considerata pianta sacra dagli Indù, che la chiamano ganja. Alcuni studi antropologici ritengono che sia citata anche nella Bibbia col nome di Kaneh bosm “canna odorosa”. Nelle campagne romagnole si chiamava canva e ancora oggi le tovaglie di canapa decorate con stampi di rame sono uno dei prodotti artigianali tipici. Il termine scientifico per identificare questa pianta portatrice di una cultura millenaria è Cannabis.

 

Varietà di Cannabis

Esistono tre varietà: Cannabis sativa, prevalentemente usata nei settori tessile, alimentare ed energetico. Cannabis indica, utilizzata a fini curativi e ricreativi e Cannabis ruderalis che serve prevalentemente per la produzione di oli essenziali. Marijuana è invece un termine di origini messicane. Cominciò a circolare negli anni ’30 del secolo scorso negli Stati Uniti quando si sviluppò quello che viene definito “proibizionismo della Cannabis”. In quel periodo le potenti lobby industriali del petrolio scatenarono una campagna di stampa che durò decenni per sostituire l’uso della canapa nell’industria, dalla carta alle automobili. Venne fatto circolare il termine Marijuana per mettere la canapa in cattiva luce (il Messico era allora un paese nemico). Per il pubblico americano era una parola nuova e l’intento era proprio quello di diffondere un’accezione negativa. La Marijuana venne additata come causa di delitti efferati. E l’opinione pubblica, male informata non realizzò che si trattava di Canapa o Cannabis, una  pianta la cui coltivazione e utilizzo erano diffusissimi. Ma anche se la pianta è la stessa le differenze ci sono.

 

Canapa, Cannabis e Marijuana in cosa sono diverse?

La prima grande differenza è di origine genetica. Le piante di canapa provengono da varietà di Cannabis sativa appositamente ibridate per utilizzi industriali e agricoli. Questo processo protratto nel tempo ha trasformato la Cannabis in una pianta molto diversa. L’elemento oggetto del cambiamento è il tetraidrocannabinolo, il principio attivo meglio conosciuto come THC. Si tratta di uno degli oltre sessanta cannabinoidi biologicamente attivi contenuti nella Cannabis.

Il THC appunto, è questo l’elemento che fa la differenza. Si tratta di una sostanza psicotropa prodotta dai fiori della pianta femmina di Cannabis, particolarmente presente nella varietà Cannabis indica. I fiori vengono essiccati e utilizzati a scopo ricreativo o medico. La concentrazione di THC è l’elemento discriminante. Un’ulteriore differenza è data dalla modalità di coltivazione. Se le piante sono destinate ad un utilizzo industriale vengono cresciute con l’obiettivo di ottenere piante con più metri di altezza, con un fusto importante e poche foglie.

In Europa, la Canapa selezionata e ibridata per secoli con finalità industriali e il cui contenuto di THC è diminuito fino al punto da diventare irrilevante, può essere coltivata liberamente. Mentre la Cannabis, con una maggiore concentrazione di THC è illegale in molti Paesi.

Con il termine Marijuana si indica quindi una variante di cannabis ricca di THC e di conseguenza con effetto psicotropo. Nonostante negli ultimi tempi il pensiero anche scientifico stia prendendo direzioni diverse, in qualche modo il THC ha dato una connotazione negativa alla pianta della Cannabis.

Sicuramente in passato l’attenzione concentrata sul THC ha messo in ombra l’importanza e lo studio delle altre componenti di questa pianta molto amata e molto chiacchierata.

La ricerca scientifica che ha studiato la Cannabis ha ruotato prevalentemente intorno al THC e ai suoi effetti su mente e corpo. In questi ultimi anni assistiamo invece ad un cambiamento di tendenza. La Cannabis non è più solo l’erba di Bob Marley ma sta riacquistando tutta l’importanza che aveva in passato per i suoi molteplici usi. In particolare si sta diffondendo la conoscenza e l’utilizzo di un altro importante componente: il Cannabidiolo, detto CBD.

 

Che cos'è il Cbd?

Si tratta del secondo cannabinoide più comune nella Cannabis. A differenza del TCH, non è una sostanza psicotropa, non altera la coscienza e i sensi ed è molto ricco di proprietà. Si ritiene sia in grado di interagire con le cellule ricettrici, aumentando la risposta del sistema nervoso. Fornisce benefici terapeutici per una notevole varietà di sintomi medici: dal dolore cronico all’ansia, dall’insonnia agli spasmi muscolari. Le ultime ricerche scientifiche proverebbero anche la sua capacità di fermare la diffusione delle metastasi al seno e di altri tumori.

Questa tendenza ha portato ad un aumento considerevole della coltivazione e commercializzazione della Marijuana terapeutica, una Cannabis ad alto contenuto di CBD e presenza limitata di THC. I coltivatori, attraverso processi di selezione e ibridazione, mirano ad un corretto equilibrio fra questi due elementi.  Il processo è ancora all’inizio ma ha già attirato l’attenzione dei grandi investitori finanziari. ll mondo della Cannabis comincia ad essere considerato come uno dei più promettenti settori economici del momento. Ci sono grandi prospettive di crescita negli ambiti della cura dei pazienti e dell’intrattenimento. Si parla già di un “nuovo ecosistema internazionale”. Un nuovo trend che avrà un impatto notevole, con influenze che investiranno sia i coltivatori che le più grandi corporation del mondo.

 

Utilizzi della Cannabis

Sembra proprio che la Cannabis riacquisti l’importanza che l’ha caratterizzata durante tutta la storia dell’uomo. Le antiche popolazioni Hindu di India e Nepal la fumavano per favorire la meditazione. La cultura cinese la utilizzava per scopi curativi. Le grandi potenze marinare costruirono la loro fortuna anche sulla canapa con cui producevano vele e cordame. Negli anni ’30 negli Stati Uniti la tecnologia eco-sostenibile della canapa era pronta per fornire materie prime a numerosi settori dell’industria. Ma le cose andarono diversamente: una legge approvata nel 1937 proibì la coltivazione di qualsiasi tipo di Canapa. Adesso, quasi un secolo dopo, la Cannabis sta tornando in auge.

Si rivaluta l’importanza in diversi settori: in campo medico, nell’alimentazione, nel settore dei materiali da costruzione. Anche in agricoltura per la sua capacità di bonificare il terreno dai metalli pesanti.

In conclusione possiamo dire che le distinzioni tra i termini Canapa, Cannabis e Marijuana sono tendenzialmente arbitrarie. Il nome scientifico è lo stesso, si tratta della medesima pianta: la Cannabis. Viene chiamata Canapa per indicarne un utilizzo di tipo “industriale”. Divenne Marijuana, quando si decise che la Cannabis era una droga da evitare, prima negli USA e poi in tutto il mondo.

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