Cannabis light. Il possesso è legale?

Cannabis light. Il possesso è legale?

 

Ad aprile del 2016 l'Italia ha detto sì alla cannabis light. Dopo il successo riscontrato in Svizzera, anche l'Italia ha deciso di dotarsi di una normativa per la commercializzazione della canapa light. La legge 242 del 2016 è in vigore da gennaio del 2017, ma la questione non è semplice come sembra.


Cos'è la cannabis light?

Si tratta di una pianta femmina di Cannabis sativa, priva del THC uno dei cannabinoidi presenti, o con minime percentuali. La Legge consente che il livello di THC nella sostanza sia compreso tra 0,2% e 0,6%. Le varietà di canapa legale sono 67 e sono registrate nel Catalogo Comune delle sementi della Comunità Europea. Tra le 67 specie di cannabis presenti nel Catalogo, la cui coltivazione e vendita è legale, ci sono otto varietà italiane. Solo queste varietà possono essere coltivate nel territorio nazionale. La legge 242/2016 vieta l'importazione e l'ibridazione delle piante di marijuana light.  La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha disposto che il possesso di cannabis light è legale solo se il THC è inferiore allo 0,2%. Agli inizi il limite dello 0,2% era tassativo, ma è stato innalzato fino a 0,6% per tutelare i coltivatori dal rischio di perdere raccolti con percentuali di THC leggermente più alti e non voluti.

La cannabis legale non è una sostanza stupefacente, contiene gli stessi principi attivi della marijuana tradizionale, ma in percentuali diverse. Se il THC è responsabile dell’effetto psicoattivo della cannabis, gli effetti benefici dell'assunzione del CBD sono scientificamente riconosciuti.

Il cannabidiolo (CBD) è il composto chimico più famoso della pianta di cannabis. Non ha effetto psicotropo, anzi ha la capacità di amplificare e regolare gli effetti del THC e degli altri cannabinoidi. La relazione dinamica tra i cannabinoidi giustifica la loro efficace azione combinata e origina il cosiddetto effetto entourage. Il risultato della combinazione, fra tutte le sostanze contenute nella cannabis può modificare significativamente l’azione dei principali principi attivi. Migliorandone l’azione e riducendo al minimo i possibili effetti collaterali. Nonostante questo, il CBD ha un impatto significativo anche in assenza del THC.

Il CBD svolge un ruolo molto positivo nella regolazione della temperatura corporea, delle infiammazioni e della tolleranza ai dolori. Il potenziale del CBD, nelle terapie per il trattamento del dolore cronico è diventato un'area di particolare interesse per i ricercatori. Per le sue proprietà anticonvulsivanti, antinfiammatorie e, ovviamente, ansiolitiche.


Qual é la differenza tra cannabis light e cannabis terapeutica?

Si fa molta confusione nel distinguere cannabis light e cannabis terapeutica. Si tratta di marijuana tradizionale, con valori di THC molto più alti della versione light. E deve essere considerata un farmaco a tutti gli effetti. Utile per alleviare i sintomi di tante altre patologie, soprattutto nel trattamento di inappetenze, dolori cronici e vomito. Il 27 luglio 2018 è entrato in vigore il decreto ministeriale che introduce l’uso dei medicinali a base di cannabis nelle terapie del dolore. A supporto dei trattamenti standard. La Cannabis terapeutica non ha niente a che fare con la cannabis light, quasi totalmente privata del THC.

Il possesso per uso personale e l’assunzione di marijuana medica sono disciplinati dalla legge. Attenzione soltanto un medico può decidere la prescrizione e l’utilizzo.


Cannabis light : gli usi consentiti

La commercializzazione della cannabis light è legale in Italia ed è disciplinata dalla legge 242/2016. La cannabis light si può acquistare nei punti vendita e nei siti internet specializzati, in alcuni tabaccai e supermercati. La legge 242 dice: la marijuana light può essere venduta solo con quantità di THC inferiori allo 0,2%. Per usi che non prevedano l'assunzione della sostanza.

Cosa significa? La cannabis light può essere venduta per collezionismo, per usi tecnici e ornamentali. In poche parole, può essere usata per ragioni di studio e analisi o per deodorare gli ambienti. Ma non può assolutamente essere assunta nè può essere utilizzata attraverso la somministrazione orale.

Viene venduta sotto forma di materiale vegetale, in confezioni sigillate, che tali dovrebbero restare. Essere trovati in possesso di cannabis light in una confezione aperta, non solleverà da problemi giuridici o da un'eventuale sanzione amministrativa.


L'uso ricreativo

Secondo la legge italiana quindi, la cannabis light non può essere essere in alcun modo assunta per uso ricreativo. Non può essere fumata né bruciata.

Siamo di fronte ad una legge miope, che presuppone un reale interesse al collezionismo di infiorescenze secche di marijuana legale? O c'è dell'altro? Ovviamente c'è dell'altro: nessuno crede che la marijuana light sia venduta per essere conservata in una teca. Ma permetterne l'assunzione per fini ludici crea un contrasto tra la legge 242/2016 e le vigenti normative in tema di sanità. La dicitura "uso tecnico", riportata nell’etichetta delle confezioni, “è un termine mutuato dal diritto industriale. In questo caso è un’attribuzione senza valore normativo, che significa tutto e niente.”

Pur essendo privata quasi del tutto del THC, la marijuana light potrebbe rendere comunque positivi al drug test. Vista la presenza contemporanea di Thc e Cbd. Non ci sono ancora risultati accertati perché l'esito del test dipende da molte variabili, ma – nel dubbio – è meglio prestare attenzione.


Il trasporto in Italia e all'estero

La legge 242/2016 permette di acquistare cannabis light in confezioni sigillate, esclusivamente per usi tecnici. Questo rende possibile muoversi liberamente sul territorio nazionale portando con se' la sostanza, confezionata nell'involucro originale. È consentito trasportare la cannabis anche durante i viaggi in aereo, ma questo non garantisce di passare indenni dai controlli aeroportuali. Il rischio di attirare l’attenzione dei cani antidroga è alto, incorrendo in notevoli perdite di tempo. Le autorità potrebbero inoltre sequestrare il materiale per sottoporlo ad analisi di laboratorio e controllare il viaggiatore in modo più meticoloso. Conviene perciò trasportare la confezione integra di cannabis light, meglio se accompagnata dallo scontrino.

La questione cambia per i viaggi all’estero. In alcuni Paesi la cannabis light è legale ma questo non basta per viaggiare senza pensieri. La cannabis light nel Nord America è legale per esempio in Canada, California e Colorado. Ma nella maggior parte dei paesi il suo commercio è ancora illegale. I controlli antidroga sono molto severi sulle tratte internazionali. Meglio evitare ogni potenziale rischio, fino a quando la questione non sarà definitivamente chiarita.

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