Cannabis e sport. La storia di Mike

Cannabis e sport. La storia di Mike

 Mike ha 35 anni e vive a Bologna. È un ragazzo americano venuto in Italia per una formazione post college, e che qui si fermato a vivere. Lo sport è sempre stata la sua passione più grande, fin da quando adolescente si allenava con la squadra del suo college di Football americano. Abbiamo conosciuto Mike ad una fiera sulla cannabis, altra sua grande passione.

Si, perché Mike nonostante sia un atleta di notevole livello è un fruitore abituale di Marjiuana. “Una volta molto di più” tiene a precisare Mike con un sorriso “adesso continuo a usarla ma con più criterio. In fondo mi sento invecchiato.

Ma con più esperienza. Ora conosco il mio sistema endocannabinoide.”

Fino a quando ha vissuto negli States Mike ha giocato a Football. Ma non solo, la corsa è un'altra sua grande passione. Soprattutto nelle lunghe distanze. Così, giunto in Europa e con pochissime possibilità di continuare col Football, ha iniziato una seconda vita, o se preferite una seconda carriera sportiva nelle ultramaratone.

E chiaramente ha continuato il suo consumo di Cannabis.

Allora Mike parlaci un po' di te:

Ho sempre fumato, fin da quando ero ragazzino. In America in quegli anni si rischiava anche la galera. Ma io e la mia crew abbiamo sempre coltivato indoor.

A volte con mezzi di fortuna, studiando sempre nuovi stratagemmi. Ma devo dire con grande presunzione: sempre con ottimi risultati.

L’erba che mi piace di più in assoluto è la cannabis sativa. Sono uno di quelli che fuma cannabis prima e dopo fa sport. Sono due cose che mi danno la stessa sensazione di benessere.

Lo sballo del corridore è uguale allo sballo del joint. Per me. Per la mia migliore esperienza.”


Quando hai iniziato a sperimentare e come hai capito che provavi benefici.

Praticamente da subito. Perché le due “carriere” sono parallele. Ho iniziato presto ad allenarmi ed ho iniziato presto a fumare. A 14 anni.

All'inizio fumavo di tanto in tanto. Poi ho iniziato a fumare prima di allenarmi. Adesso fumo anche dopo. E credo arriverò anche durante. No dai, scherzo.

Poi sono finito a fare queste ultramaratone per passione. Non faccio più le gare. Anche per una questione di età.

Corro per passione e diletto. Ma nelle gare minori so farmi rispettare.


Ma non hai mai provato sonnolenza, pigrizia, qualcosa che in qualche modo ti tenesse sul divano dopo una canna?

No, anzi. Non sono mai riuscito a stare fermo. Questo ancora adesso. Piuttosto faccio delle camminate. Ho iniziato da poco con lo yoga.

Oppure esco a fare due passi. Semplicemente. Ma in casa non ci sto. Anche dopo aver fumato una pianta di cannabis intera.


Puoi spiegare meglio lo sballo del corridore?

È una sensazione strana. Senti il tuo corpo che si sta prodigando in uno sforzo immenso. A volte sento il mio cuore pulsare.

Lo sforzo è al massimo. Ma la sensazione mentale è di benessere.

Banalmente, uno sta bene in quei momenti. È difficile spiegarlo a parole. Bisogna provarlo.

Si è molto stanchi ma anche molto felici. Euforici. Come se fossi ad una festa e stessi molto bene. In connessione con l'ambiente.

Dicono le endorfine a livello biologico. Io ne capisco poco di scienza ma ti assicuro che è una figata. 


E con la Cannabis?

Ecco. Io se sono a casa che fumo e poi faccio qualsiasi altra attività, mi sento rilassato. Tranquillo. In pace col mondo.

Se fumo prima di fare esercizio fisico, la sensazione che dicevo prima di euforia, il cosiddetto runner's high è più accentuato.

Mi dura più a lungo. Lo sento proprio il principio attivo che mi entra dentro. Con l'aggiunta che nel post sforzo mi sento meno stanco. E con tempi di recupero più veloci. Ma questo perché fumo anche dopo l'allenamento.


Cosa ti sentiresti di consigliare?

Di ascoltare il proprio corpo. Di ascoltarsi. E usare la cannabis ognuno, rispetto alla propria soggettività. Senza strafare e senza strafarsi.

Perché comunque le volte che ho esagerato, le gare non sono andate bene.

L’effetto dell’erba può essere diverso da persona a persona. Ma così come in tutte le cose della vita. L'uso e l'abuso. Bisogna conoscersi, conoscere il proprio corpo. E poi decidere al meglio.

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