Differenze tra Cannabis Indica Sativa e Ruderalis

Differenze tra Cannabis Indica Sativa e Ruderalis

Si fa presto a dire cannabis. Conosciamo davvero le diverse varietà di marijuana e quali sono i loro effetti? Più che per sterili classificazioni scientifiche, conoscere le diverse varietà di piante di cannabis è importante per capire quale varietà assumere a seconda del momento e della fase emotiva che si sta vivendo, per evitare di incappare in spiacevoli effetti indesiderati.  Conoscere la pianta è fondamentale anche per chi vuole intraprendere l'avventura della coltivazione, per sapere quali sono le due esigenze e cosa aspettarsi dal raccolto.

Come viene classificata la cannabis dalla comunità scientifica?

Tutti i tipi di Cannabis fanno parte della famiglia delle cannabacee, ma differiscono tra loro in maniera radicale per aspetto, necessità, dimensioni e resa di raccolto. La sua classificazione è tutt’altro che banale: ancora oggi gli scienziati sono divisi in varie correnti di pensiero, espressione di scuole diverse, che tendono a classificare la pianta di marijuana in modo opposto.

Il primo scienziato che si avventurò nella classificazione delle diverse varietà di Cannabis fu Carl Linnaeus, botanico, medico e zoologo svedese, che – a metà del Settecento - creò il sistema di classificazione che usiamo ancora oggi, concentrandosi in particolare sullo studio della cannabis Sativa. La maggior parte degli esperti è ancora alla ricerca di un modo universale per classificare le diverse specie di cannabis.

Secondo alcune interpretazioni, tutte le varietà esistenti sono sottospecie di Cannabis Sativa, la più famosa e utilizzata in assoluto; secondo altri, invece, è possibile suddividere la grande famiglia della Cannabis in tre gruppi: Cannabis Indica, Cannabis Sativa e Cannabis Ruderalis.


La Cannabis Sativa

La Cannabis sativa è la varietà di Cannabis più diffusa, caratterizzata da una crescita considerevole e da effetti prevalentemente cerebrali. La Cannabis sativa è originaria dei Paesi equatoriali, quelli che si trovano nella fascia compresa tra 30° a nord e a sud dell'equatore, come Thailandia e Indonesia, dove le ore di luce restano costanti per quasi tutto l'anno. Sono piante molto resistenti perché abituate a lottare per la luce, a causa della vegetazione molto fitta che caratterizza le loro zone d'origine.

Dover lottare quotidianamente per farsi raggiungere dai raggi del sole ha portato le specie Sativa ad evolvere per svilupparsi maggiormente in altezza, raggiungendo dimensioni che – nella maggior parte dei casi – sono molto significative. Gli esemplari appartenenti a questa specie sono soliti diventare piuttosto grandi e slanciati.

Delle tre varietà, infatti, la Sativa è quella che raggiunge altezze più elevate: in caso di esemplari geneticamente puri, la pianta può anche superare i 5 metri d'altezza. In linea generale, comunque, la pianta tende a non superare i 2-4 metri d'altezza, se coltivata in condizioni ambientali ottimali.

La natura della pianta si traduce in raccolti estremamente abbondanti che, però, richiedono tempi di fioritura piuttosto lunghi, anche fino a 16 settimane. Le foglie di Sativa sono diventate il simbolo della marijuana per antonomasia, sono molto più affusolate e sottili di quelle delle altre specie e assomigliano a lunghe dita.


Gli effetti della Cannabis Sativa

Le cime di Cannabis Sativa contengono per natura concentrazioni di THC molto elevate, mentre sono caratterizzate da livelli piuttosto bassi di CBD. Ciò si traduce in effetti prevalentemente inebrianti, caratterizzati da sensazioni positive come euforia, ispirazione, motivazione, spiccata energia, concentrazione, stati d'umore positivi e stimolazione dell'appetito.

Ormai è molto raro incontrare varietà di Cannabis completamente pure, dal momento che, per facilità di coltivazione o per incrementarne la resa, sono spesso state ibridate tra loro.

Le ibridazioni della Sativa hanno mirato spesso ad incrementarne il tasso di CBD. Per sintetizzare, ecco gli effetti principali che derivano dall'assunzione di Cannabis Sativa:

- High cerebrale

- Effetti stimolanti ed energizzanti

- Forte motivazione

- Aumento della concentrazione e/o della lucidità mentale

- Ispirazione ed aumento della creatività

- Riduzione delle sensazioni di nausea

- Sensazione di benessere diffuso

- Stimolante dell'appetito



La Cannabis Indica

La Cannabis Indica ha un aspetto molto diverso da quello della sua sorella Sativa: si presenta come una pianta molto compatta e cespugliosa, ed è caratterizzata da una crescita moderata in altezza. Le varietà pure al 100% mostrano una struttura cespugliosa, molto simile a quella di un albero di Natale. Sono piante perfette per chi non dispone di molto spazio o ha bisogno di non dare nell'occhio.

L'Indica è una specie di Cannabis originaria dei Paesi più aridi del pianeta, come Libano, Afghanistan e India, da cui prende il nome. Fino al 1785 in Europa non si sapeva nulla della varietà Indica; la pianta approdò nel mondo occidentale grazie al botanico Jean-Baptiste De Lamark, che riportò di avere scoperto una di queste piante durante un viaggio nelle Indie.

Le varietà indica sono davvero perfette per chi ha bisogno di raccogliere in fretta: oltre a non dare nell'occhio per l'altezza moderata – che non supera mai i 1,2-1,5 metri – vantano anche un periodo di fioritura molto veloce, che di solito non supera le 8 settimane.

Quando una genetica Indica raggiunge la sua altezza ottimale, smette di crescere in verticale e concentra le proprie energie per svilupparsi in larghezza, per produrre cime più compatte ed aromatiche. Quando la pianta smette di crescere vuol dire che dispone delle energie sufficienti per iniziare a produrre fiori, stimolata dalla variazione del fotoperiodo; quando le ore di luce solare diminuiscono, infatti, viene innescata la fase di fioritura.

La forma delle piante di Indica, come anche quella delle foglie, è dovuta alle zone geografiche di cui è originaria, dove la pianta è sottoposta a continue oscillazioni delle ore di luce durante tutto l'anno. Le foglie di Indica sono molto tozze e corte, dalla forma a ventaglio, che gli permette di sfruttare appieno tutta la luce di cui dispongono.

Gli effetti della Cannabis Indica

Le varietà di Cannabis Indica tendono a produrre livelli moderati di THC e concentrazioni piuttosto elevate di CBD. Esistono varietà coltivate appositamente per ottenere maggiori percentuali di CBD rispetto a quelle di THC. Tali caratteristiche rendono le specie Indica particolarmente indicate per i malati con l'esigenza di consumare Cannabis con questi specifici rapporti di cannabinoidi. I tipici effetti indotti dalle varietà Indica sono: rilassamento corporeo, sensazioni sedative da "blocco divano", aumento della produzione di dopamina, sollievo da stress e ansia, riduzione della tensione muscolare e aumento dell'appetito.

Di seguito i principali effetti della Cannabis Indica:


- Effetto Stoner

- Rilassamento muscolare

- Riduzione di infiammazioni

- Efficace palliativo contro il dolore

- Concilia il sonno

- Azione sedativa

- Aumenta l'appetito

- Incrementa la produzione di dopamina

- Allevia stress ed ansia



La Cannabis Ruderalis

Probabilmente è la più antica tra le varietà di Cannabis, ma la varietà Ruderalis si è affacciata sul mercato da pochi anni. Non è una pianta adatta alla coltivazione massiva, dal momento che produce raccolti di scarsa entità anche a causa delle sue piccole dimensioni. È diventata interessante per il moderno mercato della cannabis grazie ad alcune sue caratteristiche, in particolare grazie alla sua alta resilienza e al suo ciclo di fioritura indipendente dalla variazione delle ore di luce a cui viene sottoposta. Questi aspetti ben mescolati con le genetiche Indica o Sativa possono dare vita a piante grandi, dai raccolti copiosi e meno delicate delle genetiche pure di Indica e Sativa.

Le sue preziose caratteristiche vegetative sono dovute ai luoghi in cui la pianta si è sviluppata, e cioè le zone più settentrionali del pianeta, come Russia, Cina e Polonia, paesi poco esposti alla luce solare e flagellati da temperature molto rigide.

La Ruderalis è riuscita ad evolvere per non soccombere ad un habitat così ostile, e ha sviluppato un ciclo di fioritura che non varia alle variazioni di luce, ma viene innescato esclusivamente dall'età della pianta. Per questo motivo le dimensioni di una Ruderalis saranno sempre ridotte e le sue rese produttive alquanto mediocri.

Gli effetti di una varietà Ruderalis pura al 100% sono praticamente inesistenti, a causa dei suoi livelli estremamente bassi di THC e CBD. Tuttavia, attraverso incroci selettivi, è possibile creare varietà a predominanza Indica o Sativa, ma con la resilienza e la proprietà autofiorente della genetica Ruderalis (ibridi con le migliori proprietà di entrambe le specie).


Gli effetti della Cannabis Ruderalis

La Cannabis Ruderalis contiene bassissimi livelli di THC e CBD, talmente bassi da non essere neanche percepiti dall'utilizzatore, motivo per cui non è mai stata sfruttata dal mercato in forma pura al 100%. È nell'ibridazione che la Ruderalis dà il meglio di se': incrociandola con genetiche Sativa Indica, si ottengono piante a predominanza, rispettivamente, Sativa o Indica, ma con le caratteristiche di autofioritura trasmesse dai geni di Ruderalis.

Questo è un enorme vantaggio per i produttori, soprattutto per coloro che vivono nelle zone più fredde del pianeta e per i coltivatori outdoor, perchè permette di ottenere più di un raccolto all'anno: dato che la fioritura non dipende dalla variazione di luce stagionale, ma esclusivamente dal ciclo di crescita della pianta, si potrà piantare nuovamente dopo ogni raccolto.


Effetti della Cannabis Ruderalis

La Cannabis Ruderalis, nella sua forma pura, non provoca nessun tipo di effetto, ma, incrociata con genetiche Sativa e Indica, produce ibridi autofiorenti con le caratteristiche della pianta dominante.

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