Essiccazione e concia della cannabis

Essiccazione e concia della cannabis

Come seccare le tue cime di marijuana per un risultato perfetto!

I fiori sono pronti ad essere raccolti, la pianta è carica di infiorescenze e l'aroma è aspro, pungente e persistente. La fase della coltivazione è terminata, ma le cime non sono ancora pronte per essere utilizzate. Anzi, questo è il momento più delicato: le cime fresche sono molto vulnerabili, la resina e l'acqua che contengono può farle ammuffire con facilità, vanificando gli sforzi di mesi e mesi.

Essiccando e trattando le cime di cannabis si possono migliorare il sapore e l'aroma delle infiorescenze, grazie al processo di decomposizione della clorofilla, che – se messo in atto in maniera graduale – rende meno aspro il sapore delle cime essiccate. L'essiccazione e la concia possono ridurre il rischio che si sviluppi ansia dopo aver fumato cannabis e possono persino aumentare la potenza dei cannabinoidi.

Inoltre, trattare adeguatamente le cime di cannabis può prolungarne la durata, in modo da potersi godere i frutti del proprio lavoro per molto tempo.


I fiori sono pronti ad essere raccolti: cosa faccio?

La fase dell'essiccazione inizia non appena le piante vengono potate. Le cime appena tagliate – in questa fase – risultano estremamente appiccicose e umide, grazie alla presenza di un'elevata quantità di resina psicoattiva. La resina, unita all'acqua ancora contenuta all'interno dei fiori freschi, è il terreno perfetto per la proliferazione di batteri, funghi, e altri agenti contaminanti. In questa fase è importante agire con tempestività, evitando di lasciare le cime fresche a contatto con l'ambiente circostante per lungo tempo.

Ci sono molte tecniche di potatura per recidere le cime fresche ed avviare la fase dell'essicazione.


  • La tecnica del wet trimming consiste nel potare le piante appena esse giungono a maturazione, tagliando i rami uno per volta con forbici affilate o cesoie, in modo da eliminare tutta la vegetazione circostante. Le cime sono l'obiettivo principale di questa potatura, ma anche le foglie contengono una piccola quantità di cannabinoidi e resina e possono essere conservate separatamente, per essere usate per realizzare prodotti alimentari e cosmetici. Se si usa la tecnica del wet trimming, le cime fresche dovranno essere sistemare su una superficie orizzontale piuttosto ampia, che fornisca ai fiori l'adeguata ventilazione.  L'opzione migliore è posizionare le cime su una rastrelliera o una griglia con rete metallica. In questo modo l'aria raggiungerà tutta la superficie della cima.

  • La tecnica del dry trimming è usata soprattutto quando si ha poco tempo e molte piante da potare. In questa procedura occorre tagliare i rami e appenderli per intero per farli seccare. Quando la pianta è secca, si inizia a potare e a trattare le cime. Il dry trimming è più difficile da effettuare e spesso risulta meno accurato, perché le piccole sugar leaves (foglie di zucchero) saranno piegate verso il fiore. Inoltre, con il dry trimming si rischia di perdere resina preziosa. Essa infatti può cadere dalla pianta quando i rami vengono maneggiati e appesi.

Indipendentemente dal metodo di potatura utilizzato, è essenziale eseguire l'intera procedura all'interno di una stanza adibita all'essiccazione. Una stanza per l'essiccazione dovrebbe essere un ambiente fresco e buio, con una temperatura di circa 15-22°C.


La fase dell'essiccazione

Il processo di essiccazione è la fase che decreta se la cannabis che avete coltivato sarà di alta qualità oppure no: durante l'essiccazione si può perdere, preservare, o migliorare l'odore delle cime, e si può affinare il sapore e la potenza della cannabis. Un processo di essiccazione errato può rovinare persino i germogli di qualità migliore, vanificando il lavoro di mesi. La corretta essiccazione richiede tempo e pazienza, ma la qualità della cannabis ricompenserà di tutti gli sforzi.

L'obiettivo del processo di essiccazione è di ridurre l'acqua contenuta nei germogli, che dovrà passare dal 75% al 10-15%, in un tempo consigliato di 10-14 giorni. È importante fare in modo che i rami non si tocchino fra di loro, per evitare che acquisiscano una forma innaturale durante l'essiccazione. È ottimale liberarsi della maggior quantità di acqua possibile durante i primi 3 giorni di trattamento; da qui in poi il processo sarà in discesa.

Ci sono diversi fattori da tenere sotto controllo per fare in modo che i risultati dell'essiccazione siano perfetti. È importante tenere sotto controllo la temperatura, l'umidità, la luce e  il ricircolo dell'aria.


  • Temperatura Durante i primi 3 giorni sarebbe ottimale tenere le piante a una temperatura stabile di 20 gradi Celsius. In questo modo i germogli si asciugheranno velocemente, senza seccarsi eccessivamente. Dopo i primi 3 giorni la temperatura dovrebbe essere abbassata a circa 17-18 gradi Celsius in modo da rallentare il processo.

  • Umidità Durante i primi 3 giorni l'umidità relativa dovrebbe aggirarsi intorno al 50%. Dopo tre giorni l'umidità relativa dovrebbe salire a circa il 60%, anche in questo caso per rallentare il processo di essiccazione.

  • Ricircolo d'aria È' molto importante che ci sia abbastanza ricircolo d'aria nella stanza, per questo è consigliabile utilizzare un ventilatore elettrico. Un dispositivo di ventilazione può anche tornare utile per controllare la temperatura e l'umidità. Non puntare, però, l'apparecchio direttamente sui germogli, ciò potrebbe seccare i germogli di cannabis in modo improprio.

  • Buio La stanza dovrebbe essere relativamente buia poiché la luce, soprattutto i raggi diretti del sole, degradano il THC.

Come scoprire se l'essiccazione è finita? C'è un metodo molto immediato: bisogna provare a spezzare lo stelo; se questo si spezza facilmente vuol dire che i germogli sono secchi. Se si curva, significa che c'è bisogno di più tempo. È molto importante non avere fretta. In questa fase infatti la struttura chimica della pianta cambia leggermente, e la clorofilla e altri pigmenti presenti nel tessuto della pianta evaporano e abbandonano i germogli.

Se i germogli vengono essiccati troppo velocemente, alcuni di questi pigmenti non avranno il tempo di abbandonare i germogli e si ritroveranno nel prodotto finale, che risulterà sgradevole per odore e per sapore.


La fase della concia


La concia è la fase successiva al processo d'essiccazione e serve ad aumentare la qualità delle cime.

È un'operazione fondamentale per due ragioni:

  • Facilita la degradazione della clorofilla, poiché permette ai batteri di avere sufficiente tempo da dedicare a questa procedura, che migliore notevolmente la qualità del prodotto. La clorofilla è un pigmento verde che si trova in tutta la pianta, ed è essenziale per svolgere le funzioni di fotosintesi. La clorofilla, però, contiene magnesio che, bruciando, rende il fumo più sgradevole e pesante da assaporare. Quando si concia una pianta, gran parte di questo residuo di magnesio viene rimosso dalle parti vegetali, aumentando sensibilmente la qualità complessiva dell'esperienza.
  • Permette di monitorare con precisione l'umidità delle cime. Con l'essiccazione, l'acqua presente nel germoglio viene eliminata, e questo rende la cima di cannabis più forte e facile da bruciare. Tuttavia, una cima eccessivamente essiccata può perdere i suoi migliori sapori e aromi. Il processo di concia deve iniziare quando le cime saranno sufficientemente secche da bruciare, ma con ancora una lieve resistenza alla combustione. In questo modo si riesce a monitorare il tasso d'umidità fino alla fine della concia.

Concia in vetro

La tecnica più usata per conciare la Cannabis prevede l'utilizzazione di barattoli di vetro a chiusura ermetica, che devono essere riposti in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta del sole. Le cime devono respirare, perciò è importante fare attenzione a non comprimerle eccessivamente all'interno del barattolo. I barattoli devono essere aperti più volte al giorno, nella prima settimana di concia, per muovere le cime contenute al loro interno ed evitare che si pressino o si attacchino l'una all'altra.

Trascorsa questa prima settimana, si può iniziare ad aprire i barattoli una volta al giorno per 30 minuti, ripetendo il processo per circa 3-4 settimane. Ciò dovrebbe consentire un maggior controllo dei livelli d'umidità trattenuta dall'erba, lasciando fuoriuscire dal barattolo solo l'acqua in eccesso. Inoltre, aprendo i contenitori, si permette ai batteri di ricevere sufficiente ossigeno con cui svolgere le loro funzioni durante il processo di degrado della clorofilla.

Tutto il processo di concia può richiedere dalle 4 alle 8 settimane. La concia è finita quando all'apertura dei barattoli non ci sarà più fuoriuscita d'aria perché i batteri hanno smesso di degradare  la clorofilla. Una volta conciate, le cime possono essere conservate a lungo, con l'unico inconveniente di veder calare la concentrazione di THC nel corso del tempo.


Concia in acqua

La concia in acqua è un metodo alternativo alla concia tradizionale. Bisogna usare i consueti  barattoli in vetro, che dovranno essere riempiti d'acqua. Le cime devono restare immerse per circa una settimana. Questo procedimento è più delicato della concia tradizionale, ma permette di ottimizzare i tempi.

Molte delle sostanze presenti nelle infiorescenze di cannabis, come zuccheri, sali, insetticidi e clorofilla, sono solubili in acqua, perciò il processo di sintetizzazione degli zuccheri avviene in modo molto più efficace.

E il  THC? Il THC è salvo, poiché i cannabinoidi sono liposolubili, per cui non si disciolgono in acqua. L'acqua rimuove dalle infiorescenze solo i residui di clorofilla e altri pigmenti attraverso l'osmosi, senza ridurre la potenza delle cime. .

0 commenti

Scrivi un commento

I commenti sono moderati