Come si conserva la Cannabis?

Come si conserva la Cannabis?

Come si conserva la Cannabis? Questa domanda, che fino a poco tempo fa pareva essere una “questione” che interessava pochi è diventata usuale e di routine. Soprattutto in questo momento storico, in cui vediamo quotidianamente una diffusione capillare e a scala mondiale della Cannabis.

Grazie al crescente sviluppo del mercato della Canapa light, che per certi versi ha sdoganato alcuni pregiudizi. E grazie a una maggiore consapevolezza tra le persone. Che sempre in maggior numero si “rivolgono” alla Cannabis come rimedio naturale e alternativo.


La società di oggi, grazie al lavoro costante della comunità scientifica sta dimostrando in modo sempre più vigoroso un interesse attivo per la Cannabis terapeutica. Gli studi specifici su singole patologie negli ultimi anni si sono moltiplicati. Anche la politica pare si stia “destando” dal torpore che la attanaglia da troppi anni.

Sempre maggiori infatti sono gli input che i dottori, con le loro pubblicazioni, e gli scienziati con la loro ricerca, lanciano come sfida. Al mondo della politica e alla società civile. Una battaglia che inizia dal diritto dei pazienti, e che dovrebbe finire con il benessere delle persone.

Per tutti questi motivi la Cannabis sta entrando nella nostra vita quotidiana. E con essa tutti i segreti e le peculiarità di una pianta dal potenziale unico. Ma della quale si conosce troppo poco.

 Molte volte si pensa alla coltivazione come al processo più importante di tutta la filiera. In effetti è così! Coltivare in maniera corretta è il primo passaggio fondamentale. Ma non è tutto.

Nonostante la coltivazione sia la procedura che richiede il maggior impegno, per una questione di tempo, e per la mole di lavoro profuso, l'essiccazione, la concia e la maniera per conservare la Cannabis sono dei passaggi altrettanto fondamentali.

Se vogliamo ottenere dei risultati di buona qualità.



Ma come si conserva la marijuana?

Conservare la Cannabis in maniera corretta servirà a garantire una qualità del prodotto nel tempo. Quando acquistiamo della Cannabis, o meglio ancora quando la coltiviamo, (ne avremo a disposizione una maggiore quantità) dobbiamo conservarla nel modo più corretto possibile. Questo per mantenere inalterati alcuni dei composti principali. Soprattutto i tricomi, i terpeni e i singoli cannabinoidi presenti nella pianta di Cannabis.


Il primo fattore, uno dei pilastri fondamentali da tenere in considerazione, quando abbiamo a che fare con la conservazione è l'umidità. Se la materia prima risulterà troppo secca si rischierà di compromettere il principio attivo delle cime.

Se invece, al contrario le cime della vostra Cannabis fossero troppo umide c'è la possibilità concreta che si formino della muffe. L’eccessiva umidità potrebbe causare altri svariati tipi di problemi, per questo è un parametro fondamentale. E da tenere sotto stretto controllo!

Questo primo accorgimento è imprescindibile. L’umidità va contenuta sempre in un range che varia tra il 59% e il 63%.


Se il valore dell'umidità è sotto la vostra attenzione, avrete una solida garanzia di preservare le vostre infiorescenze nella maniera più corretta. Senza perdere la qualità e la composizione chimica dei vostri fiori.

Le resine, i terpeni e i tricomi infatti manterranno intatte le loro caratteristiche naturali. Evitando la presenze di muffe. Mantenendo inalterate le cime, morbide, aromatiche e con i componenti specifici “carichi” del principio attivo.



La Cannabis va conservata in un luogo fresco, al riparo dalla luce del sole. Esattamente come viene indicato per alcuni alimenti a lunga conservazione. La legge vigente obbliga le aziende ad apporre sui prodotti la seguente dicitura: “Conservare in luogo fresco e al riparo dai raggi solari”.

La marijuana va conservata nello stesso modo: in luogo leggermente freddo, lontano da fonti di calore, con una temperatura costante e in assenza della luce del sole.

La luce infatti ha il potere di disgregare le molecole di Thc e degli altri Cannabinoidi (Cbd, Cbg, Cbn ecc...). Soprattutto la luce del sole, con la presenza dei raggi (Uva, Gamma ecc..) generati dal sistema solare.



Per conservare a lungo tempo la nostra Cannabis abbiamo la possibilità di utilizzare diversi strumenti. Soprattutto per mantenere sotto controllo il livello di umidità.


I barattoli di vetro rappresentano la soluzione più comoda. Anche per la possibilità di reperirli facilmente in commercio. Bisogna avere l'accortezza di controllare che ci sia la presenza di guarnizioni in gomma. Solide e isolanti.

Questo per avere la certezza di una chiusura totale. Quindi in assenza (quasi completa) di aria.  Altra cosa, ricordate: non riempite tutto il barattolo. Lasciate un po' di spazio libero per preservare la forma e la consistenza dei fiori.


Sacchetti sotto-vuoto. I sacchetti sotto vuoto si dividono sostanzialmente in due categorie: quelli per alimenti e quelli utilizzati per i vestiti. Nel primo caso, i sacchetti di plastica hanno una capienza che può arrivare anche fino a 1 Kg di cannabis e sono l'ideale per una conservazione “casalinga”.

Per chi, diciamo è un amante delle auto-fiorenti e non ha “troppo” materiale da conservare a lungo tempo. Con questo sistema avrete la garanzia di eliminare tutta l’aria, se utilizzerete la macchina apposita. L'unico lato negativo è la pressione esercitata sulle cime, andando a modificare la connotazione naturale dei fiori di Cannabis.

Ma solo da un punto di vista puramente estetico. La cannabis infatti manterrà intatte tutte le proprietà organolettiche.


Buste di plastica per i vestiti. Il principio è lo stesso del precedente, con la variante di avere a disposizione una capienza più grande. Anche il sigillo è a tenuta stagna e garantisce una chiusura ermetica e un'assenza totale di aria. Viste le dimensioni maggiori si può dire che siano più indicati per coltivatori stagionali, e comunque quando si ha a disposizione molto materiale da conservare.

Sia questi ultimi, che i sacchetti per alimenti sono stati brevettati per un utilizzo anche nel frigo e nel freezer. Potranno trovare benefici soprattutto coloro che usano la Cannabis a livello terapeutico, perché necessitano in modo costante di grandi scorte da tenere a disposizione.


Umidificatori. Un altro strumento che possiamo utilizzare per i nostri fini sono gli umidificatori. Come dice la parola stessa, sono strumenti in grado di mantenere costante l'umidità. Soprattutto nel tempo.

Il limite (abbastanza grande) è che sono strumenti da laboratorio, con costi elevati e non sono di facile reperibilità. Il risultato però è molto professionale e garantito. Consigliato per chi coltiva e deve conservare grosse scorte.


Compressione. L'ultimo metodo che vogliamo proporre per conservare le cime è la compressione. Uno strumento meccanico che si avvale dell'uso di stampi o altri elementi che possono “schiacciare” la materia prima e che rendono la Cannabis compatta e condensata in un piccolo volume.

L'avvertenza principale: bisogna incartare in modo preciso (senza presenza di aria) la Cannabis pressata. E attenzione ai funghi! La pressione potrebbe generare la presenza di alcuni funghi che se non eliminati possono diffondersi a tutto il contenuto.


Consigli utili

Utilizzare solo barattoli di vetro. Mai la plastica. La cannabis conservata potrebbe perdere le proprie specifiche perché la plastica favorisce la presenza di umidità.

Mantenere un ambiente pulito. Sia per quanto riguarda i sacchetti (se avrete deciso per questa conservazione), sia per quanto riguarda l'ambiente di lavoro (soprattutto per i coltivatori che hanno a che fare con notevoli quantità di materiale vegetale).

Questo è un passaggio fondamentale per evitare contaminazioni di vario tipo con la nostra Cannabis. Potrebbero svilupparsi agenti patogeni, batteri e funghi che provengono dall'esterno.

Come detto: no luce del sole! I raggi solari distruggerebbero i principi attivi presenti nella Cannabis.


Se avrete praticato tutti i passaggi, potrete conservare la vostra marijuana nel migliore dei modi.









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