La fase della fioritura della cannabis

La fase della fioritura della cannabis

La prima fase è andata: la vostra pianta di Cannabis è passata dall'essere un germoglio esile a mostrarsi come un vero albero. Il seme si è aperto rivelando il germoglio, che si è irrobustito e si è riempito di foglie. Molti coltivatori principianti pensano che la fase vegetativa sia meno importante della fioritura, ma si sbagliano: la crescita della pianta è un ciclo, e se una delle sue fasi non è andata come previsto, inevitabilmente ne risentiranno anche le successive. 

La buona riuscita della fase di crescita di una pianta di Cannabis è legata alla stabilità di alcuni parametri: è importante che il suolo in cui si sviluppano le radici sia quello più adatto alla pianta, che le variazioni di luce siano costanti, che le piante dispongano di abbastanza ossigeno e che vengano forniti l'acqua e tutti i nutrimenti adeguati. Bisogna quindi tenere costantemente sotto controllo questi fattori per far sì che la pianta arrivi alla fase di fioritura nelle miglior condizioni possibile. 


Fioritura: cosa succede?

Quando la fase vegetativa giunge al termine, la piante di cannabis inizia a sviluppare le cime. La fine della fase vegetativa si riconosce facilmente: quando dai nodi degli esemplari femmina cominciano ad emergere i pistilli, che si presentano come filamenti bianchi, vuol dire che è il momento. Nell'outdoor la fioritura si attiva durante il mese di agosto, quando le ore di buio e quelle di luce iniziano a bilanciarsi, fino ad arrivare a cicli di 12-12. I coltivatori outdoor piantano di solito tra aprile e maggio, in modo che ad agosto sia tutto pronto ad assecondare il suo ciclo naturale senza compromettere la resa del raccolto. Chi coltiva indoor può attivare la fioritura delle piante impostando un ciclo di illuminazione 12-12 (ovvero 12 ore di luce, 12 ore di oscurità completa). Durante la fioritura, la dimensione delle cime aumenta progressivamente. 

Quando le piante raggiungono una struttura e una dimensione ottimali, i coltivatori indoor modificano il fotoperiodo. Quando il ciclo passa da una fase 18-6, con 18 ore di luce e 6 ore di buio, a una fase 12-12, la pianta entra in allarme. La pianta di cannabis percepisce che l'inverno si sta avvicinando e che il suo ciclo vitale è in esaurimento. Perciò attiva la fase di fioritura, per produrre fiori e semi da rilasciare nell'ambiente per potersi riprodurre. 

Nelle varietà autofiorenti, lo sviluppo delle cime non è condizionato dal fotoperiodo. In questi esemplari, l'orologio biologico interno è indipendente dalle variazioni delle ore di luce. Le genetiche autofiorenti possono crescere perfettamente anche se esposte a 22 ore di luce per l'intero ciclo di crescita, dalla germinazione al raccolto. In caso di dubbio, la scelta migliore è seguire uno schema con 20h di luce e 4h di buio e, quando sarà il momento, fiorirà senza bisogno di alterazioni del ciclo luminoso.


La fioritura settimana per settimana 

Nei primi giorni di fioritura le piante di cannabis entrano in una fase di transizione: la pianta crede che l'inverno si stia avvicinando e tenderà a mostrare una crescita più accelerataPotrebbero addirittura raddoppiare la dimensione iniziale, oltre a sviluppare una gran quantità di foglie e rami per diventare più forti e robuste.

Nella seconda settimana di fioritura saranno già visibili i primi pistilli bianchi, che inizieranno a comparire su tutte le piante di sesso femminile. Si tratta di peletti bianchi che compaiono tra il fusto principale e i rami secondari, che si raggruppano fino a formare le cime. Questo è il momento in cui emerge la differenza tra piante maschio e piante femmina; i maschi non sviluppano i pistilli – che altro non sono che gli organi riproduttivi femminili – bensì piccoli sacchi pollinici. In questa fase è importante riconoscere tempestivamente le piante maschio e allontanarle dalle femmine, per evitare che impollinino i fiori vicini, con il risultato di riempirli di fastidiosi semi. 

Durante la terza settimana di fioritura la dimensione delle piante dovrebbe essere il doppio rispetto alla settimana uno. In questa fase però gli scatti di crescita iniziano gradualmente a diminuire, fino ad arrestarsi completamente. Dove prima iniziavano ad intravedersi i primi peletti bianchi stanno prendendo forma i primi abbozzi di cima. Le piante non presentano ancora grandi quantità di ghiandole di resina e tricomi, il che significa che gli odori saranno ancora leggeri e poco pungenti.

È importante vigilare sulla quantità di sostanze nutritive che state fornendo alla pianta, perchè in questa fase il fabbisogno aumenta in proporzione allo sforzo di crescita. Vigilare però non vuol dire esagerare, per non correre il rischio opposto: le piante a cui è stata fornita un'eccessiva quantità di concime potranno presentare le cosiddette “bruciature da fertilizzanti", che si manifestano sulle punte delle foglie, che tendono a scolorirsi. Se ciò dovesse accadere, bisogna ridurre subito l'apporto di fertilizzanti.

Nella quarta settimana della fase di fioritura le piante di cannabis dovrebbero ormai aver smesso di crescere, dedicando tutte le energie allo sviluppo delle cime. Col passare dei giorni i peletti bianchi si uniranno fino a formare le cime, sempre più grandi e pesanti. In questa fase le piante aumentano la produzione di tricomi e sprigionano odori molto pungenti.

Nella quinta settimana di fioritura le cime sono visibili su tutte le ramificazioni delle piante. Man mano che il numero di cime aumenterà, le piante di cannabis diverranno sempre più tozze e pesanti. Lo sviluppo dei fiori e l'odore molto intenso avvertono che si è entrati nel pieno della fioritura. 

Alcuni dei pistilli bianchi potrebbero diventare più scuri e tendere al marrone. La fioritura è nella sua ultima fase, che dovrebbe concludersi entro tre o quattro settimane


I problemi più diffusi

Ci sono alcuni fattori importanti che devno essere tenuti sotto controllo, per evitare che la pianta vada in stress durante la fioritura. Ecco i più diffusi. 


  • Il ph

  • Il livello di pH nel sistema radicale delle piante è un fattore importante per tutta la durata del loro ciclo di vita, specialmente durante la fase di fioritura. I problemi di pH possono causare arricciature o increspature nelle foglie, simili a quelle causate dalla carenza di nutrienti. Anche le macchie sulle foglie e i bordi bruciati possono essere indicatori di un problema di pH. È importante identificare la causa principale di questi sintomi prima di trattare le piante come se avessero carenze nutritive. 

    Per verificare il pH nel sistema radicale delle tue piante possono essere utilizzati gli appositi kit. Se si coltiva in idroponica, la zona radicale dovrebbe idealmente avere un pH compreso tra 5,5 e 6,5, mentre nelle coltivazioni in terra il pH della zona radicale dovrebbe essere compreso tra 6,0 e 7,0. Se il pH è troppo alto o troppo basso è possibile utilizzare prodotti che lo modificano verso l'alto o verso il basso per riportare le piante ad un sano equilibrio.


  • Le piante maschio 

  • Se all'interno della coltivazione ci sono fiori maschi, inevitabilmente impollineranno i fiori femminili. Quando una pianta femmina è stata impollinata comincia a produrre semi, distraendosi dal suo obiettivo principale, che è quello di far crescere i fiori il più possibile. 

    Per evitare l'impollinazione, è fondamentale tenere d'occhio tutte le piante durante l'inizio della fase di fioritura e allontanare i maschi il prima possibile. 

    La vicinanza a piante maschio causa anche l'ermafroditismo: le piante femmine iniziano a sviluppare parti maschili e, potenzialmente, potrebbero impollinare tutte le altre piante della coltivazione. Si consiglia di rimuovere le parti maschili dalla pianta non appena le si riconosce. O meglio ancora, rimuovere queste piante dallo spazio di coltivazione e farle crescere in un ambiente separato per minimizzare qualsiasi rischio di impollinazione.


  • L'illuminazione 

  • La luce è un elemento fondamentale per la produttività di una coltura di cannabis in termini di salute, vitalità e resa. Ma proprio come i nutrienti, anche un eccesso di buona luce può certamente provocare effetti dannosi. A meno che non si stia coltivando un ceppo autofiorente, è necessario modificare il ciclo di luce e buio e di portarlo a intervalli di 12 ore. È importante che la luce sia a una distanza sufficiente per non bruciare le cime apicali. 


  • Le muffe sui fiori

  • La muffa prospera in condizioni umide e scure con scarsa circolazione d'aria. Deumidificatori e ventilatori sono i migliori strumenti nella battaglia contro le muffe. Esistono genetiche ibride con alta resistenza alle muffe. Si tratta di piante consigliate soprattutto per le regioni caldo umide, che amplificano il rischio. 

    Il rischio muffe persiste anche dopo il raccolto. L’essiccazione dei fiori deve avvenire in una stanza buia perché la luce corrompe i principi attivi dei fiori. Bisogna appendere piante e rami con i fiori capovolti, cercando di mantenere una temperatura ambiente di circa 20°C per i primi 3 giorni, seguita da un temperatura attorno ai 17-18°C per circa 10-20 giorni. 



    Il lavaggio delle radici

    Prima di raccogliere i frutti del vostro duro lavoro, dovrete ricordare il lavaggio delle radici: si tratta di un processo importantissimo, che serve a eliminare i nutrienti in eccesso dal substrato fino a renderlo praticamente inerte. Si consiglia di cominciare 10 o 15 giorni prima della raccolta, fornendo alla pianta solo acqua e nessuna sostanza nutritiva ulteriore. Questa indurrà la pianta a consumare le sostanze nutritive immagazzinate nelle foglie, liberandola dai fertilizzanti. Questo incide non poco  sulla qualità delle gemme, che avranno un sapore migliore.

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