Vaporizzare la cannabis light. Vaporizzatori: specifiche tecniche e funzionamento.

Vaporizzare la cannabis light. Vaporizzatori: specifiche tecniche e funzionamento.

Le prime domande, alla vista di una confezione di Cannabis light, che le persone senza esperienza diretta si pongono sono: ma come si usa? Si mangia? Si Fuma? La risposta è semplice: la Cannabis light si può ingerire, si può inalare e si può fumare, anche se noi preferiamo suggerire la vaporizzazione della Canapa sativa. Un sistema, sicuro e garantito che permette una fruizione comoda, sana e dal gusto inconfondibile delle migliori infiorescenze legali in commercio. Senza usare tabacco!

 

 

Cos'è un vaporizzatore?

Il vaporizzatore non è nient'altro che un dispositivo usato per vaporizzare o nebulizzare i principi attivi di un materiale solido o liquido, in questo caso infiorescenze di Cannabis light. I vaporizzatori contengono vari tipi di camere di estrazione e sono generalmente costruiti in vetro o metallo, il vapore generato può essere raccolto in un apposito raccoglitore, o inalato direttamente attraverso una sorta di bocchino. Se usato correttamente, grazie alle temperature minori causate dalla mancanza di combustione per bruciare i composti organici, produce un'estrazione significativamente più efficiente e raffinata delle singole molecole.

Nel nostro caso specifico potremo regolare la temperatura del vaporizzatore per gustare il Cbd presente all'interno della Canapa legale.

 

Generalmente i vaporizzatori si dividono in tre categorie

conduzione: le infiorescenze inserite dentro la camera di riscaldamento subiscono una scottatura per via di una caldaia alimentata da una batteria.

convezione: le infiorescenze vengono riscaldate grazie all'uso di aria calda che circola attraverso il materiale.

ibridi: un mix fra i due metodi precedenti: Le infiorescenze vengono riscaldate attraverso la convezione ma si aiuta anche col passaggio di aria calda dentro la camera di combustione.

 

Come scegliere un vaporizzatore adatto alle proprie esigenze?

Le caratteristiche di questo dispositivo hanno peculiarità diverse per ogni modello in commercio che dovranno essere vagliate attentamente rispetto alle esigenze personali, prestando attenzione alle specifiche tecniche fornite dalla casa madre. Per una scelta ottimale bisogna sempre considerare le seguenti caratteristiche.

 

Tempo di riscaldamento

Ogni vaporizzatore, per funzionare, deve usare una fonte di calore. Per raggiungere la temperatura desiderata, certi modelli impiegano alcuni secondi, altri qualche minuto. Un dispositivo funzionante mediante fiamma viva si scalderà molto facilmente, così come i dispositivi alimentati con delle batterie. Nel caso dei vaporizzatori con riscaldatore in ceramica, il tempo di attesa aumenterà e maggiore sarà anche la resistenza: molti manufatti di questo tipo sono stati studiati proprio per rimanere accesi buona parte della giornata e per garantire un utilizzo prolungato.

 

Emissione e controllo della temperatura

L'emissione può essere di due tipi: rilascio assistito e rilascio non assistito. Nei vaporizzatori a rilascio assistito, l’emissione del vapore avviene attraverso una convessità, che può essere per esempio un tubo che esce direttamente dall’apparecchio. Il rilascio non assistito invece ha un’emissione indiretta, tramite una ventola o una pompa che provvedono al riempimento di un sacchetto.

Negli apparecchi a rilascio assistito avremo la possibilità di gustare un aroma più profondo perché l'aspirazione sarà più intensa, inspirando direttamente dallo strumento mentre in quello non assistito, avendo una camera “di deposito” in cui il vapore transita, ne influenza l'aroma quando si deposita sulla superficie. Il controllo della temperatura è fondamentale perché si riesce ad evitare la combustione dei materiali diversamente da come avviene per le sigarette, e possiamo gestire al meglio il rilascio degli aromi o dei componenti specifici delle infiorescenze di Cannabis light, al raggiungimento di temperature ben specifiche.

 

Batterie

Quasi tutti i vaporizzatori funzionano con delle batterie, anche se ci sono modelli che funzionano come una fiamma grazie all'impiego di gas butano per l'accensione. I vaporizzatori alimentati elettricamente sono molto più comuni e quasi sempre hanno un riscaldatore in ceramica. Esistono anche modelli alimentati con un cavo elettrico, anche se risultano meno pratici e poco dinamici. Alcuni apparecchi possono funzionare anche con batterie rimovibili o batterie interne ricaricabili, come quelle dei cellulari.

 

Utilità 

Possiamo quindi riassumere che: il vaporizzatore è un strumento per vaporizzare alcuni dei principi attivi della cannabis e altri composti come i terpeni. Questo sistema può azzerare i danni al sistema respiratorio, perché elimina la combustione delle sigarette e la dipendenza dal tabacco, in questo modo, i principi attivi presenti all’interno delle infiorescenze legali, possono essere assunti a temperature controllate che vanno dai 150°C ai 230°C, evitando il processo di combustione dove i fumi raggiungono oltre 1000°C.

Grazie alle impostazioni dei vaporizzatori, che permettono di regolare la temperatura, i principi attivi possono essere assunti con più efficacia, a seconda del principio attivo che si desidera assumere. Nel caso volessimo assumere Cbd, bisognerà vaporizzare la cannabis a una temperatura che va tra i 160°C e i 180°C.


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