Genetica e proprietà della Cannabis

Genetica e proprietà della Cannabis

In questo momento storico, in cui la Cannabis light è diventata un prodotto all'ordine del giorno, ancora poche sono le informazioni sulle origini e sulle specifiche genetiche di questa pianta, cerchiamo di fare un po' di chiarezza: la scienza ad oggi si divide ancora in due scuole di pensiero, la prima che classifica la Cannabis in diverse sottospecie: Sativa e Indica tra le più importanti, la seconda che riconosce solo la Sativa e ne fa derivare le diverse specie. La cannabis sativa, dove sativa indica la specie e cannabis il genere, è una pianta di origine asiatica, ora presente su tutta la terra tranne in Antartide, molto usata dall'uomo per diversi scopi: ricreativo, edile, tessile, nella produzione della carta e della birra e nel corso degli ultimi anni anche in campo farmacologico.

 

Proprietà

La Cannabis sativa contiene circa 85 cannabinoidi e quelli più rappresentati in termini di contenuto sono il tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD). Il THC è un composto psicoattivo che può lenire dolore, insonnia, depressione e nausea ma può provocare effetti collaterali come ansia e paranoia; il CBD invece non è una sostanza psicoattiva, riduce e previene gli stati infiammatori, la nausea e contrasta i sintomi di diabete, schizofrenia, artrite reumatoide ed epilessia. È inoltre un valido aiuto contro ansia e stati depressivi. Sia il THC che il CBD sono perlopiù contenuti nelle infiorescenze femminili, in quelle che vengono comunemente chiamate "cime" o fiori; i cannabinoidi si trovano anche nei fiori maschili ma in quantità inferiore. La cannabis infatti è una pianta che può essere dioica, ovvero gli organi riproduttivi maschili (stami) e gli organi riproduttivi femminili (pistilli) si trovano su piante diverse e la riproduzione avviene per impollinazione anemofila, ossia attraverso il vento; ma la Cannabis, grazie alle selezioni genetiche degli ultimi anni può anche essere monoica, ovvero può generare fiori maschili e femminili sulla stessa pianta.


I pistilli, che servono a catturare il polline, sono baccelli a forma di goccia, ricoperti da una peluria traslucida, posizionati nelle zone da cui gli steli secondari dipartono dal principale. Durante il periodo di fioritura la peluria cambia colore, da bianco a rosso- arancione, man mano che le gemme maturano. Se non vengono fertilizzate le piante femmine aumentano la produzione di fiori e quindi aumentano i cannabinoidi in quantità. Le femmine hanno rispetto ai maschi steli più sottili e fogliame più folto. I maschi hanno steli più spessi poiché raggiungono altezze maggiori e devono riuscire a sostenere il proprio peso.


Se sottoposte a stress, ad esempio se attaccate da parassiti, le piante femmine possono diventare ermafrodite come strategia evolutiva, continuando così a riprodursi e quindi a garantire la sopravvivenza della specie; spesso però gli ermafroditi sono eliminati dai coltivatori perché non fecondino le altre piante, per evitare cioè che vengano prodotti più semi a discapito della formazione di cime. Anche i maschi, pur essendo fondamentali per gli incroci e la selezione delle varietà, vengono di solito tenuti lontano dalle femmine (magari utilizzando altre coltivazioni, come i girasoli, per dividere i due generi) perché queste ultime non vengano impollinate.

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