Henry Ford e la macchina di Canapa

Henry Ford e la macchina di Canapa

Perché consumare foreste che hanno impiegato secoli per crescere e miniere che hanno avuto bisogno di intere ere geologiche per stabilirsi, se possiamo ottenere l’equivalente delle foreste e dei prodotti minerari dall’annuale crescita dei campi di canapa?”

Henry Ford.



Viviamo in un epoca di grandi cambiamenti: migrazioni bibliche, nuove forme di guerra, grandi innovazioni tecnologiche. Ma c’è un cambiamento che ci riguarda tutti ed è quello del clima: il pianeta si surriscalda, i ghiacciai si sciolgono. Il principale accusato di questo processo è il Diossido di Carbonio, chiamato anche CO2, prodotto dalle attività umane e responsabile per il 70% del cosiddetto effetto serra.


Un cambiamento si avverte anche nel mondo finanziario e produttivo. Molte industrie stanno rivolgendo le loro ricerche verso prodotti la cui produzione, utilizzo e smaltimento possano ridurre o addirittura azzerare le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Il mercato dell’automobile è probabilmente quello che ha investito di più in questa ricerca. La Renew Sport Car, azienda automobilistica della Florida, ha recentemente realizzato un’auto sportiva con scocca composta al 100% di fibre di canapa. E che può essere alimentata da biodiesel o etanolo.



Henry Ford un pioniere della Canapa

Pare una grande innovazione ma se torniamo indietro di circa settanta anni, sempre in America, troviamo qualcuno che ci aveva già pensato.

Nel 1925 il New York Times pubblica una dichiarazione di Henry Ford. Il genio dell’auto americana, il visionario imprenditore che, attraverso l’invenzione della catena di montaggio, aveva reso accessibile l’auto alle tasche degli americani così si pronuncia:

Il carburante del futuro sta per venire dal frutto, dalla strada o dalle mele, dalle erbacce, dalla segatura, insomma, da quasi tutto. C’è combustibile in ogni materia vegetale che può essere fermentata e garantire alimentazione. C’è abbastanza alcool nel rendimento di un anno di un campo di patate utile per guidare le macchine necessarie per coltivare i campi per un centinaio di anni”.


Le sue parole lasciano supporre le competenze e la volontà per progettare un’auto-vettura ecologica alimentata da carburanti alternativi. Un progetto tanto azzardato quanto ambizioso. Ma Ford non si limita agli enunciati e unisce le sue indubbie capacità imprenditoriali alla passione per la terra (era pur sempre figlio di agricoltori).

E decide di realizzare una vettura che “uscisse dalla terra”. Impegna in questa ricerca i suoi migliori ingegneri che, dopo dodici anni di studi, danno vita alla automobile più ecologica mai vista. È la Hemp Body Car, la macchina col corpo di canapa. Il prototipo viene presentato al pubblico nel 1941 al Dearborn Days Festival di Dearborn, Michigan, la città natale di Ford.



Hemp Body Car

La struttura esterna è composta interamente da plastica in fibre di canapa, biodegradabile e dieci volte più leggera delle auto con carrozzeria d’acciaio. Non solo più leggera delle auto tradizionali, ma anche molto più resistente. Per dimostrarlo viene girato un filmato, visibile ancora oggi su You Tube, in cui si vede Ford assestare delle vigorose mazzate sul retro dell’auto senza che ne scaturisca alcuna effrazione.

Avere una carrozzeria in materiale naturale, che poteva tranquillamente essere bruciata alla fine della sua vita evitando il moltiplicarsi dei cimiteri di auto, era già un ottimo risultato per un’azienda automobilistica. Ma quello che rende la Hemp Body car un progetto 100% eco è racchiuso nel suo interno. L’auto è alimentata con etanolo di canapa, un carburante ad impatto zero sull’ambiente ottenuto distillando i semi della pianta.

Si tratta chiaramente di un’auto rivoluzionaria, un progetto che ancora oggi mantiene intatte le sue potenzialità e il suo fascino. Ma nonostante questo la Hemp Body Car non verrà mai messa in commercio. Per quali motivi non fu mai prodotta e immessa sul mercato?


Proibizionismo della Cannabis

Era il 1941, la seconda guerra mondiale era nel pieno del suo svolgimento, la produzione di auto negli Stati Uniti diminuiva drasticamente a favore della produzione bellica. Colpa quindi delle inflessibili leggi di mercato e dell’economia? Forse una delle cause è riconducibile alla morte di Henry Ford che avvenne nel 1947. Solo sei anni dopo la presentazione del prototipo della Hemp Body Car? E perché i suoi eredi non portarono avanti il progetto?


Forse ci sono altre ragioni più propriamente riconducibili all’influenza della nascente industria petrolifera. Forse la ragione più vera va cercata nel processo economico politico che ha portato il petrolio ad essere il combustibile del grande potere finanziario. Capace di non favorire la reale funzionalità di una tecnologia rispetto ad un’altra, ma appoggiando esclusivamente gli interessi e le strategie politiche delle grandi lobby del petrolio e dell’acciaio.


Eppure la canapa rappresenta la pianta con il più alto rendimento per ettaro, cresce rigogliosa e veloce anche in condizioni climatiche sfavorevoli. È una pianta legnosa che contiene il 77% di cellulosa. Proprio per la sua alta resa in massa vegetale, la canapa è ideale per la produzione di combustibili da biomasse come l’etanolo, oggi considerato il carburante del futuro.


Ford era un visionario che vedeva lontano, ma il suo progetto era troppo scomodo per gli imperi del petrolio e dell’acciaio. Sia per i paesi che lo producevano che per le grandi compagnie che lo commerciavano. La supremazia delle lobby petrolifere si manifestò anche con l’approvazione delle leggi che, prima tassarono pesantemente e poi vietarono la coltivazione della canapa in tutto il territorio degli Stati Uniti. Dando luogo a quello che viene ricordato come “il proibizionismo della cannabis”.

Così il rivoluzionario e lungimirante progetto della Hemp Body Car venne abbandonato e dimenticato. Si dice che l’unico prototipo esistente sia stato distrutto dopo la morte di Ford dal capo del suo settore design auto, tale Eugene Turenne Gregorie. Che poi, all’età di soli trentotto anni, si licenziò dalla Ford General Motor.


Viene da chiedersi cosa sia cambiato in tutti questi anni e quanto ancora il potere dei monopoli del petrolio possa influenzare i mercati. Certo la diffusa preoccupazione per il futuro del pianeta sta aprendo qualche spiraglio di luce e tanta parte dell’industria sta virando verso un mondo più ecologico. O forse l’ecologia sta diventando un mercato appetibile anche per il grande capitale.

E forse la canapa potrebbe essere uno degli elementi cardine di questo cambiamento. Quel che è certo è che il progetto della Hemp Body Car, dopo più di settant’anni risulta più che mai attuale ed innovativo.

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