Herpes, la cannabis può essere un rimedio?

Herpes, la cannabis può essere un rimedio?

Il crescente interesse che la medicina mondiale sta mostrando verso l’utilizzo terapeutico della cannabis e dei suoi derivati è senza dubbio una delle spinte principali che contribuiscono alla riabilitazione di una pianta ampiamente demonizzata nel secolo scorso. Ma mai prima, si badi.


E’ quasi impossibile occuparsi di divulgazione in materia di cannabis senza soffermarsi almeno superficialmente su alcune delle sue virtù in campo medico; senza parlare cioè di cannabis terapeutica. E noi stessi su questo spazio ci siamo già imbattuti nei numerosi benefici che pazienti affetti dalle più svariate patologie hanno riscontrato in seguito all’assunzione di cannabis.


Benché non sia certamente un farmaco risolutore, o una panacea, la ricerca medica ha dimostrato come la cannabis possa essere un aiuto importante da associare ad altre terapie.


Dalla perdita dell’appetito agli sbalzi di umore, dai disturbi del sonno ai dolori reumatici la cannabis può agire da equilibratore, calmante, stimolante, agendo sui recettori cannabinoidi localizzati nel sistema nervoso.
Ma a quanto pare la cannabis può costituire un rimedio anche contro un’afflizione che -soprattutto nelle sue forme più lievi- interessa molti di noi. E che da semplice seccatura può complicarsi fino divenire un problema vero e proprio.

Parliamo dell’herpes.
Probabilmente il pensiero di chi legge, o della maggior parte, va subito a quelle fastidiose escoriazioni sulla bocca o attorno che ogni tanto si formano e che stentano a rimarginarsi.
E tuttavia l’herpes si manifesta in tutta una gamma di modi e -si sa- può interessare non solo il viso ma anche i genitali. Facciamo un po’ di chiarezza.


Che cosa è esattamente l’herpes?


Innanzitutto dire “herpes” è un po’ vago. Il nome completo sarebbe herpes simplex con il quale ci si riferisce infatti a un nutrito ceppo di virus, del genere Herpesviridae. Non uno: una famiglia.
Questi virus possono causare due diversi tipi di infezione, entrambi piuttosto frequenti: l'Herpes Simplex Virus 1 (abbreviato in HSV 1) è il virus responsabile del succitato herpes labiale.
L’ HSV 1 causa piccole bolle, o vescicole, che possono essere biancastre o arrossate e contenenti piccole quantità di siero. Queste “piccole bolle” si distribuiscono prevalentemente sulle labbra o più raramente sul naso o attorno agli occhi.

L'altro virus è invece l’Herpes Simplex Virus 2 o HSV 2 (che fantasia, si dirà). E’ un virus a trasmissione sessuale, responsabile appunto del secondo tipo di infezione: l’herpes genitale.
Sebbene solo in casi più rari e gravi, possono insorgere anche varicella herpes o mononucleosi.


Più in generale l’herpes è comunque un virus che si trasmette per contatto: un rapporto sessuale, un bacio o semplice contatto con la pelle. Così come si può contrarre utilizzando posate, rasoi o anche solo l’asciugamano adoperato in precedenza da una persona infetta.
Di solito chi lo contrae ne è del tutto ignaro. Poiché il virus dell’herpes può restare dormiente per molto tempo attendendo fino a quando il nostro sistema immunitario è indebolito da uno stress occasionale che ne consente l’azione.


Non è infrequente che si manifesti durante un periodo di febbri intense, e spesso torna a mostrarsi dopo la guarigione, tipicamente nelle stesse zone della prima volta.
Il virus dell’herpes aggredisce le cellule epiteliali causando la morte. E causando anche la formazione di vescicole infiammate e che danno prurito, sul viso o attorno ai genitali a seconda del tipo di virus.


La reazione riparativa delle cellule dura circa una settimana e termina con la formazione di croste. In seguito queste si staccheranno provocando sanguinamento e il successivo rinnovamento del tessuto cutaneo interessato dall’infezione.
Alcuni soggetti particolarmente sensibili sperimentano anche malessere generale con cefalee, dolori muscolari, febbre e gonfiore dei linfonodi.
Benché seguire le più comuni norme igieniche può anche ridurre le possibilità di contagio, abbiamo visto come la sua latenza lo renda un nemico abbastanza scomodo da combattere.

 


Come si può sconfiggere o combattere l’herpes?


Dal punto di vista della prognosi, i problemi sono sostanzialmente due. Il primo è che una volta contratto il virus è impossibile eliminarlo dall’organismo, e in un certo senso si potrebbe dire che “non c’è una cura”. Questo significa che combattere le manifestazioni dell’Herpes non significa essere guariti. Ma solo averlo “ricacciato indietro” fino alla sua prossima comparsa.
Il secondo problema è che il trattamento dell’herpes prevede l’utilizzo di farmaci o pomate. I quali hanno effetti benefici ma naturalmente presentano anche effetti collaterali che includono fra il resto nausea, diarrea e mal di testa.
Ed ecco che ancora una volta entra in campo la cannabis. Vediamo alcune tappe e risultati significativi della sua storia come rimedio all’herpes.

La cannabis è un valido rimedio?


Lo stato attuale della ricerca medica sull’impiego della cannabis per combattere i focolai di herpes non è avanzatissimo. Benché siano stati condotti studi specifici a partire dagli anni ottanta del secolo scorso. E risultati analoghi hanno dato nuove sperimentazioni nel 2004. In tutti i casi le cellule umane infettate con l’herpes e trattate con THC in vitro sono risultate in grado di inibire o interrompere la proliferazione di entrambe i tipi di infezione possibili.


E’ del 1991 invece uno studio che dimostra come il THC sia in grado di contrastare efficacemente il grado di l'infettività del virus dell'herpes genitale. E più in generale alleviare l’infiammazione in corso.
Nel 2010 è stato effettuato un test ridotto su una quantità di soggetti che presentavano “nevralgia post herpetica”. Il mal di testa di cui si parlava sopra, una condizione dolorosa nonché una delle complicazioni più comuni dell’infezione da HSV 1 (così come del più temibile herpes zoster). 

Ai pazienti è stata applicata una pomata sul viso contenente cannabinoidi sintetici, e più della metà di loro ha avvertito una netta diminuzione del dolore. Questa una delle caratteristiche principali dell’azione del CBD. La pomata è stata ben tollerata da tutti e non ha instaurato effetti collaterali di sorta con le terapie in corso.


Una certa risonanza l’ha avuta anche un rimedio messo a punto da Mr. Keith Gregory Barber. Un guaritore che anni fa ha sperimentato su di sé un trattamento a base di marijuana per combattere un herpes labiale che lo aveva colpito anni prima.
Dopo aver contratto il virus nel 1996 infatti, insoddisfatto dai rimedi ufficiali Keith Gregory Barber ha affinato una cura a base di olio di cannabis e polvere di radici tritate.
Pare che da questa crema, che somministra anche ad altri pazienti, abbia tratto grandi benefici, in particolar modo per contrastare le ricadute periodiche. In fase di brevetto ha tuttavia incontrato lo scetticismo o il disinteresse dell’industria farmaceutica.


In linea teorica si possono senz’altro certificare le proprietà antivirali e l’aumento delle difese immunitarie indotti dalla cannabis. Che rendono plausibile una possibile efficacia di cicli terapeutici a base di cannabis.
Infine, dal momento che le “crisi” di herpes si scatenano principalmente in condizioni di stress, la funzione calmante e “ansiolitica” della cannabis può essere d’aiuto per evitare l’insorgere e il persistere dello stress.


E’ però bene tenere a mente che la principale arma contro l’herpes è, come spesso accade, uno stile di vita sano. Una buona alimentazione, un’attività fisica programmata e la giusta attenzione al riposo.
Come detto in apertura, benché non sia e non debba essere considerata una panacea, la cannabis potrebbe essere uno strumento utile anche e soprattutto se abbinato ai giusti ritmi di vita.

0 commenti

Scrivi un commento

I commenti sono moderati