I grower più famosi al mondo: Franco Casalone

I grower più famosi al mondo: Franco Casalone

Sapete che cos’è uno strain hunter? Come la traduzione suggerisce si tratta di un “cacciatore di varietà”, qualcuno che si occupi di trovare e preservare varietà di marijuana che altrimenti andrebbero perdute. Franco Casalone è uno dei pochissimi grandi strain hunter, oltre che ovviamente un famoso grower e attivista con una marcia in più. In questo articolo scopriremo qualcosa in più su di lui e sulla sua vita, che vale la pena di essere raccontata. Ecco che cosa vedremo:

  1. Una vita dedicata alla cannabis
  2. I viaggi in India
  3. Gli arresti e la lotta per la cannabis terapeutica
cannabis light

Una vita dedicata alla cannabis

Franco Casalone è cresciuto negli anni 60, vedendo suo nonno coltivare tranquillamente cannabis. Verso i quindici anni la prova e si accorge che la marijuana lo fa stare bene, lo rende meno nervoso, lo aiuta ad alleviare i dolori muscolari dopo gli allenamenti di nuoto, gli apre la mente e stimola la sua già innata creatività. 

Un bel giorno, quando aveva diciassette anni, sta fumando una canna, una sola, con un gruppo di amici… ed ecco arrivare il primo arresto per cannabis. I ragazzi vengono processati come criminali e vengono forzati ad ammettere di avere la qualsivoglia patologia a causa dell’assunzione di marijuana.

Franco Casalone non capisce perché tante storie per una sostanza così innocua e benefica sia illegale, mentre sia lecito acquistare alcol senza limiti, nonostante le disastrose conseguenze che può provocare sul brevissimo e anche sul lungo termine. Prova a opporsi, come altri giovani attivisti del suo tempo e contemporaneamente inizia le sue ricerche sulle proprietà benefiche della pianta di cannabis. 

Nel 1985 legge Jack Herer, attivista famoso negli Stati Uniti per aver tentato di depenalizzare la marijuana.

Pensa di poter scrivere qualcosa anche lui, ha raccolto tantissimo materiale. Oltre a conoscere approfonditamente le proprietà terapeutiche di quasi ogni tipo di ganja, ha intuito che l’impiego della canapa industriale potrebbe portare grandi benefici all’economia su scala globale.

Pensa di scrivere dei libri sull’argomento ma in Italia il proibizionismo prende il sopravvento, così decide di trasferirsi in Olanda dove gli viene chiesto di pubblicare due libri sull’argomento. 

Da quel momento pubblica parecchio, tra i più noti ricordiamo “Canapa”, in cui analizza le potenzialità benefiche e terapeutiche della cannabis nonché le sue potenzialità economiche in termini di business in contrapposizione alle tesi proibizioniste. “Il Canapaio” un manuale sulla coltivazione della cannabis, indispensabile per chiunque voglia cominciare e infine “Canapicoltura Indoor” guida specifica e irrinunciabile per coltivatori indoor.

Successivamente Franco Casalone si ritira in una grotta sull’Himalaya che diviene ben presto solo una base tra i continui e lunghi viaggi in India.

cannabis

I viaggi in India

Per dieci anni, Franco Casalone ha fatto la spola tra le cime dell’Himalaya e l’India ed è proprio qui che è iniziata e si è perfezionata la sua esperienza di Strain Hunter. 

Come molti sapranno, in anni e anni di ibridazioni di varietà, il rischio è quello di perdere la varietà originale ed è qui che entra in gioco lo strain hunter, che reperisce, custodisce e ripianta le varietà perdute per preservarle.

In India, Casalone è entrato in contatto con varietà rare e pregiate. Ha appreso le più raffinate tecniche di coltivazione indoor e outdoor, ha studiato i migliori tipi di fumo e ha avuto la fortuna di conoscere i più grandi creatori di charas, che lo hanno introdotto alle antiche tecniche per realizzarlo.

Gli anni in India gli hanno confermato l’eccezionale potenziale della marijuana e lo hanno reso uno dei più grandi esperti di cannabis, di più: il guru della canapa in Italia.

Cannabis light

Gli arresti e la lotta per la cannabis terapeutica

Intorno al 2000, il guru torna in Italia, precisamente nel Monferrato dove è nato, con l’idea precisa di rendere legale la canapa in Italia e utilizzarla a scopo terapeutico. 

Collabora con Assocanapa, che si è occupata di riportare la canapa industriale anche nei campi italiani alla fine degli anni ’90 e diventa vice presidente dell’Associazione Tara, un’associazione di promozione sociale che si occupa di garantire il diritto alla cura anche contemplando scelte alternative come la cannabis ad alto contenuto di THC o in caso si voglia evitare l’effetto psicoattivo, la cannabis light ad alto contenuto di CBD o CBG, totalmente priva di effetto psicoattivo ma dai grandissimi effetti benefici come distensivo muscolare e dei nervi.

Con l’associazione ottengono diversi successi, tra cui un centro medico a Torino che offre cure a base di cannabis terapeutici e cerca di sfatare alcuni pregiudizi ancora troppo radicati.

Nonostante una vita di collaborazioni certificate con equipe mediche, associazioni riconosciute e realtà legate alla produzione di canapa industriale e di cannabis light, per Franco Casalone, il guru della canapa in Italia, che si è sempre impegnato per fare cultura e informazione, a Giugno di quest’anno è stato emesso un mandato di arresto per cannabis. 

Nella sua piantagione di cannabis sono state trovate piantine sotto ai dieci centimetri di altezza e oltre 120 grammi di ganja già triturata. Qualche giorno dopo viene mandato a casa con l’obbligo di dimora, non sussistendo alcuna prova di imputazione per traffico di stupefacenti ed essendo stato certificato un utilizzo personale a scopo terapeutico, come si legge in quest’articolo.

Il guro della canapa in Italia del resto, ha più volte sostenuto che la legalizzazione della marijuana darebbe un bel colpo alla criminalità, non è l’unico a sostenerlo e non possiamo che essere d’accordo con lui.

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