Tecnica del super cropping nella coltivazione della Cannabis

Tecnica del super cropping nella coltivazione della Cannabis

I coltivatori navigati lo sanno: la marijuana è una pianta dalle rese copiose, con un'altissima resistenza allo stress e con bisogni moderati. Non è detto, però, che ogni coltivazione di cannabis renda allo stesso modo in termini di raccolto. Per fare in modo di avere raccolti sempre abbondanti, i growers professionisti hanno inventato moltissime tecniche studiate per aumentare le rese produttive; si tratta spesso di metodi di potatura aggressivi che spingono la pianta a svilupparsi maggiormente e ad assumere forma e dimensioni diverse da quelle naturali. Altre tecniche prevedono invece che la pianta venga sottoposta a un forte stress, che mettendo l'intero organismo in allarme, la spinge a svilupparsi di più e più in fretta. 


Il supercropping: che cos'è?

Il supercropping – o High Stress Training – è un metodo studiato per aumentare le rese produttive della cannabis e consiste nel piegare – fino a rompere – uno o più rami di una pianta, per stimolarla a ricostruire le parti lesionate, che saranno più forti e resistenti. Si tratta quindi di una tecnica che permette di controllare la forma della pianta e allo stesso tempo di aumentarne la resa. Le piante trattate con il supercropping assumono la tipica struttura a tettoia, dovuta ai rami piegati che puntano verso il basso; in questo modo, le parti apicali della pianta ricevono la luce in maniera molto più uniforme: migliorando l'esposizione, la pianta è stimolata a sviluppare fiori più compatti e grandi, anche in zone normalmente occupate da sole foglie.

Si tratta quindi di una tecnica che punta tutto sulla distribuzione della luce, uno dei fattori più importanti da tenere sotto controllo quando si coltiva cannabis, soprattutto indoor. Quando una pianta di Cannabis inizia a fiorire, le dimensioni delle sue cime dipenderanno anche dall'esposizione luminosa ricevuta. Le zone più esposte alla luce produrranno cime molto più grandi e potenti rispetto a quelle più basse e nascoste. Con il supercropping buona parte della pianta sarà esposta alla luce nello stesso modo, con il risultato di far sviluppare la pianta in maniera molto più uniforme del normale. 


“Si muore un po' per poter vivere”

Come cantava Battiato in una sua celebre canzone, “si muore un po' per poter vivere”. È proprio questo quello che succede alle piante sottoposte a supercropping: subiscono uno stress molto significativo in seguito alla rottura del ramo, ma poi si riprendono e crescono più forti di prima. 

La tecnica prevede che i rami della pianta vengano piegati, fino a spezzare il midollo contenuto al loro interno, appena sotto l'inizio del grappolo floreale. Se fatto bene, la cima esporrà alla luce solo un lato. A primo impatto l'infiorescenza, che prima era rigogliosa e in salute, vi sembrerà gravemente danneggiata, ma i tempi di recupero dovrebbero essere brevissimi, di solito in una notte torna tutto al suo posto. Il principio del supercropping è quello di esporre alla luce la cima per tutta la sua lunghezza, in modo che l'intera sequenza dei calici riceverà maggiore luce durante il ciclo di fioritura, anziché essere ombreggiata dai vicini dei rami superiori. Più luce significa più crescita e, di conseguenza, più fiori e resina.

Il Super Cropping dovrebbe essere sempre eseguito quando le piante iniziano a differenziarsi. In questo modo i nuovi fiori delle parti più basse dei rami avranno la stessa opportunità di ricevere la giusta luce fin dall'inizio. Bisogna eseguirlo più volte nello stesso punto dello stesso grappolo floreale, assicurandosi che la cima venga piegata orizzontalmente. 


Quando iniziare con il supercropping?

Il tempo giusto per il cropping è dato più dalle dimensioni che dall'età della pianta: i growers consigliano di iniziare quando la pianta è alta almeno 40 cm. A quel punto è pronta per essere croppata. In ogni caso, si consiglia di effettuarlo a partire dalla terza settimana della fase vegetativa fino alla seconda settimana della fase di fioritura

Ogni pianta di cannabis ha una diversa tolleranza allo stress e una resistenza strutturale differente. Alcune varietà possono essere molto legnose e fragili e, di conseguenza, possono spezzarsi con estrema facilità. Altre, invece, sono più resistenti ed elastiche da piegare, senza subire danni rilevanti. Ammorbidendo le fibre interne ed esterne, il ramo diventa più flessibile e facile da piegare. È importante prestare molta attenzione ed eseguire la tecnica nel modo corretto, altrimenti si finirà con l'aver soltanto rotto una ramo. 


Come si esegue il supercropping? 

Il supercropping è una procedura per growers coraggiosi. Se siete deboli di cuore vi consigliamo di pensare a un'altra modalità per aumentare i raccolti delle vostre piante. Per croppare i rami bisogna agire con decisione, ma senza stritolarli, esercitando una pressione decisa e costante sullo stelo. 

Se stai continuando a leggere vuol dire che senti di poterlo fare. E allora, come si esegue un perfetto supercropping?

Una volta selezionate le varie parti della pianta su cui applicare il Super Cropping, si può procedere alla piegatura vera e propria. Mantenete fermo il ramo tra pollice e indice ed esercitate una leggera pressione fino a spezzare il midollo interno, mantenendo integro il tessuto esterno. Ci sono diversi modi per farlo: potete muovere avanti e indietro la porzione di ramo fino a sentire una leggera spaccatura; potete piegare lentamente i rami avanti e indietro per direzionarli ed ottenere la forma a tettoia desiderata; potete semplicemente rompere la porzione di ramo che considerate più adeguata alla formazione di una struttura a tettoia. 

Probabilmente lo spettacolo che avrete davanti agli occhi non vi piacerà. La vostra pianta sembra quasi un salice piangente, buona parte dei rami penzolano verso il basso e vi sembrerà di aver distrutto deliberatamente la vostra coltivazione. Niente panico, non è ancora finita! 

Il passo successivo è la costruzione della famosa forma a tettoia. Bisogna legare le cime spezzate nella nuova posizione, in modo che continuino ad andare verso il basso. La soluzione migliore è utilizzare alcuni legacci per piante, che garantiscono un buon ancoraggio al suolo. È importante legare il ramo al di sotto della spaccatura e non dalla parte della cima, per evitare che la pianta si affatichi ulteriormente. Chi ha già alle spalle qualche supercropping spesso non lega neanche i rami verso il basso, perché sa esattamente dove piegare. È una questione di esperienza, arriverà anche per i principianti! 

Come già detto, bisogna prestare attenzione durante la fase della piegatura. Una pressione eccessiva potrebbe rompere di netto il ramo e farvi perdere l'infiorescenza già nata. La cannabis è una pianta forte e si riprende quasi sempre, ma la prudenza non è mai troppa. Un buon consiglio è quello di iniziare sempre con i rami laterali, e mai con il fusto principale, dal momento che alla prima esperienza i risultati potrebbero non essere quelli sperati. Se durante l'esecuzione dovesse rompersi un ramo o il fusto principale, non tutto è perduto! Tenete sempre a portata di mano un rotolo di nastro adesivo, con cui avvolgerete la ferita, cercando di far aderire nuovamente le due estremità. Le piante di Cannabis sono molto resistenti e dopo circa 10-14 giorni la ferita dovrebbe essere perfettamente rimarginata e potrete rimuovere il nastro.


Supercropping: pro e contro 

 

È ECONOMICO

Il Supercropping è una tecnica che consente di influenzare la forma delle piante per massimizzarne le rese produttive, senza la necessità di usare particolari strumenti o abilità, fatta eccezione per mente lucida e mano ferma. 

RACCOLTI MAGGIORI E POTENTI 

Le piante sottoposte al Supercropping tendono a diventare anche più potenti, dal momento che la produzione di resina è molto influenzata dagli stress esterni. È consigliata per coltivatori con spazi limitati. 

 

 

NON PUO' ESSERE USATA CON LE AUTOFIORENTI 

I coltivatori di varietà autofiorenti dovranno evitare il Supercropping, perchè la cannabis autofiorente risponde negativamente a questo tipo di stress. Siccome incide sul periodo vegetativo della pianta, che avrà bisogno di tempi più lunghi per potersi riprendere dallo stress, può essere applicato solo alle varietà fotoperiodiche con 6-8 settimane di crescita vegetativa. Per le varietà autofiorenti è consigliata l'esecuzione di un'altra tecnica simile al cropping, detta LST – Low Stress Training, che permette alla piante di crescere basse, compatte e con tutti i fiori ben esposti alla luce, ottenendo quindi una condizione ideale per la coltivazione indoor.

L’abbassamento forzato della cima principale porta la pianta a spostare gli ormoni della crescita, le auxine, sulle cime secondarie, ottenendo quindi molti punti di fioritura di uguali dimensioni. Per far questo si piegano delicatamente fusto e rami fissandoli in modo da controllare la forma della pianta durante la crescita e la fioritura. È una tecnica antica e usata per molti tipi di piante.

 

 

È SCONSIGLIATO PER LE GRANDI COLTIVAZIONI 

Nelle grandi piantagioni di marijuana il Supercropping potrebbe richiedere troppe ore di duro lavoro. Per ottenere risultati simili, senza rompere centinaia di rami a mano, si può utilizzare la tecnica dello Scrog. Lo Scrog consiste nel far crescere il fusto principale della pianta in orizzontale mentre le gemme ho cime crescono in verticale con l’ausilio di un supporto.

Di solito si usa una rete a maglie di 5 cm che va posta a 20/30 cm dal vaso, la pianta e i rami principali quindi cresceranno orizzontalmente fissati a questa rete, mentre le gemme seguendo la gravita si svilupperanno verticalmente dando luogo ha una distesa di cime dense basse e sopratutto molto grosse. L'obiettivo è sempre una migliore gestione della luce, che così verrà ricevuta soltanto dalle gemme o cime che potranno sviluppare il pieno potenziale della pianta.

0 commenti

Scrivi un commento

I commenti sono moderati