Vaporizzatore erba: come si usa?

Vaporizzatore erba: come si usa?

In questo articolo vi spiegheremo il funzionamento di un dispositivo all'avanguardia, che evita la combustione ed è economico: il vaporizzatore per erba. Vi racconteremo i trucchi e i segreti per godere al meglio il vapore estratto dall'erba rispetto alla nicotina delle sigarette. Poi faremo una comparazione tra i vaporizzatori da tavola e quelli portatili e per finire analizzeremo due tra i migliori vaporizzatori portatili in circolazione: Migthy Vs DaVinci IQ2. Leggi tutto l'articolo per scoprire se il vaporizzatore è lo strumento davvero adatto alle tue esigenze.

Sommario:

  1. Vaporizzatore perché usarlo?
  2. Come si usa il vaporizzatore?
  3. Fumare o vaporizzare: le differenze
  4. Il punto di ebollizione dei cannabinoidi
  5. Vaporizzatore da tavolo: cos'è?
  6. Cos'è il vaporizzatore portatile
  7. Volcano Vs Mighty
  8. Mighty Vs DaVinci Iq2
  9. Qualche accorgimento per una vaporizzazione al top
  10. Vaporizzare cannabis è il futuro

Cannabis light

Vaporizzatore perché usarlo?

Vaporizzare marijuana light dovrebbe essere l'unico modo consentito per assumere la cannabis. Perché? Perché non fa male come fumare una spinello! Certo, la sensazione di calore generata dalla combustione piace a tutti, ma fumare fa male e ignorare il problema è da irresponsabili. Oltretutto usando il vaporizzatore non si rinuncia al sapore e all'odore della marijuana, anzi, la vaporizzazione permette di estrarre molti più cannabinoidi, permettendo di raggiungere la temperatura più adatta ad ogni principio attivo.

Come funziona la vaporizzazione? Ogni apparecchio è dotato di una piccola resistenza, che riscalda – direttamente o indirettamente - la marijuana posta all'interno della camera di riscaldamento. Sottoponendo la marijuana al calore, il vaporizzatore favorisce l'estrazione di oli essenziali e principi attivi che vengono “espulsi” sotto forma di vapore. Si tratta del sostituto sano del fumo che si sprigiona da uno spinello, ma non contiene le sostanze nocive che si generano con la combustione, come catrame, naftalina, benzene e altre sostanze tossiche.

Bruciare una cima d'erba può generare calore fino a 1000 gradi, mentre nella vaporizzazione la temperatura non supera mai i 180-200 gradi. In questo modo, oltre a non produrre sostanze nocive, si estraggono i cannabinoidi senza bruciarli, grazie alla possibilità di raggiugnere la temperatura corretta per l'estrazione di un determinato principio attivo. 

Cannabis light

Usare il vaporizzatore è anche una scelta economica. Di certo richiede una spesa iniziale più consistente dell'acquisto di cartine e filtri, ma sul lungo periodo permetterà di risparmiare sulla quantità di erba consumata: non appena la cannabis entra in contatto con la fiamma, i cannabinoidi vengono rilasciati in un colpo solo, ma la maggior parte degli oli va letteralmente in fumo.

Infatti l'88% del fumo derivante della cannabis bruciata non contiene alcun cannabinoide, contro il 90% di cannabinoidi contenuti nel vapore. Con la vaporizzazione, infatti, l'erba viene sottoposta a temperature più basse, che mettono in salvo la maggior parte di cannabinoidi e terpeni. Il THC, ad esempio, va in ebollizione a circa 157° e con la vaporizzazione si assume circa il 46% del principio attivo.

In terzo luogo, usare il vaporizzatore vi permetterà di dire addio alla fastidiosa puzza di fumo, a cui ormai vi sarete abituati se siete assidui consumatori di cannabis. Con la vaporizzazione dimenticherete l'odore sui vestiti e sui capelli, perché il vapore prodotto si disperde in pochi secondi senza lasciare traccia. 

Vaporizzatore da vinci

Come si usa il vaporizzatore?

Probabilmente vaporizzare è più facile che confezionare uno spinello. Il funzionamento è molto simile a quello delle molto più diffuse sigarette elettroniche; l'unica differenza è che le e-cig riscaldano un liquido, mentre il vaporizzatore riscalda l'erba e ne libera principi attivi e terpeni. 

Ogni vaporizzatore è composto da batteria, resistenza e camera di riscaldamento. La batteria è fondamentale soprattutto per i portatili (anche per i vaporizzatori a penna), mentre per i vaporizzatori da tavola diventa un plus poco rilevante. La resistenza invece riscalda l'erba, con cui può trovarsi a contatto diretto oppure no, all'interno della camera di riscaldamento, che si riempie di vapore. Non è difficile, ma ci sono alcuni trucchi che bisogna conoscere per non commettere errori: 

 Vaporizzatore erba

  • Scegli erba non troppo secca
  • Il vaporizzatore funziona meglio se le cime sono ancora "umide" (ma non troppo), perché può sfruttare l'acqua in esse contenuta per riscaldare i fiori senza bruciarli. Se invece l'erba è troppo secca o vecchia, l'evaporazione dei “principi attivi” non sarà eccellente.

  • Riempi il braciere in modo uniforme
  • Distribuire la cannabis in modo uniforme e compatto all'interno della camera di riscaldamento vi porterà boccate piacevoli e saporite. Se usate un vaporizzatore a conduzione, ad esempio, riempitelo con quantità inferiori rispetto ad un vaporizzatore a convezione.

  • Fai riscaldare bene la resistenza al primo uso
  • I vaporizzatori moderni si riscaldano in pochissimo tempo, ma è fondamentale avere pazienza e aspettare il completo riscaldamento, prima di fare la vostra seduta di vaporizzazione. È meglio partire con tiri brevi e aumentare man mano l'intensità delle boccate. 

  • Mescola bene
  • Indipendentemente dal tipo di vaporizzatore utilizzato, è consigliabile mescolare le cime nel braciere di tanto in tanto. Se invece usate un dispositivo a conduzione, mescolare non è un consiglio, è un ordine! In questi casi infatti si rischia la combustione della cannabis, se questa non viene esposta al calore in modo uniforme.

  • Trita la marijuana nel modo corretto
  • Anche in questo caso, a seconda del tipo di dispositivo bisogna tritare l'erba in maniera diversa. I dispositivi a conduzione necessitano di cannabis molto fine, per poter esporre al calore tutte le particelle in maniera uniforme, mentre i vaporizzatori a convezione, invece, prediligono erba tritata in modo più grossolano.

    vaporizzatore erba

    Fumare o vaporizzare: le differenze

    Quali sono le principali differenze tra queste due modalità di assunzione della cannabis?

    La combustione della cannabis è identica – nelle modalità – a quella del tabacco, con cui la sostanza viene spesso mischiata proprio perché possa bruciare meglio. E si sa, il fumo fa male. La temperatura consigliata per una assunzione ottimale della cannabis è di circa 170°, ma la combustione sfiora picchi molto più alti. Questo, oltre a generare sostanze cancerogene che vengono assorbite dall'organismo, manda letteralmente in fumo buona parte del THC contenuto nell'erba.

    Il THC infatti non ama le temperature superiori ai 157°, e infatti la quantità di principio attivo assunta mediante combustione non è mai superiore al 25%. Bruciando, le molecole della cannabis si scompongono e danno vita ai cosiddetti radicali liberi, che generano tossine molto dannose per l'organismo. Analisi mirate hanno dimostrato che il fumo sprigionato dagli spinelli contiene solo un 10% di cannabinoidi. Mentre la parte rimanente è costituita da prodotti combustibili, tra cui i cosiddetti PAH, gli idrocarburi policiclici aromatici.

    La vaporizzazione è di certo la strada migliore, sia per tutelare la nostra salute che per essere sicuri di assumere la maggior quantità di principio attivo possibile. Con la vaporizzazione è possibile controllare la temperatura a cui la cannabis viene sottoposta, con il risultato di salvare buona parte di cannabinoidi e terpeni. Il THC va in ebollizione a circa 157°, con il risultato di riuscire ad assumere circa il 46% della sostanza contenuta nell'erba vaporizzata.

    Contrariamente al fumo sprigionato dallo spinello, il vapore contiene circa il 90% di cannabinoidi e solo il 10% di altre sostanze, comunque meno dannose di quelle generate dalla combustione ad altissime temperature.

    Cannabis Vs tabacco

    Il punto di ebollizione dei cannabinoidi

    Esiste un intervallo di temperatura in cui i componenti dei cannabinoidi vengono rilasciati, e tale intervallo può essere controllato solo attraverso la vaporizzazione. Tenere sotto controllo la temperature a cui sottoponiamo la nostra erba permette anche di gestirne al meglio l'high. Se soltanto l’esperienza potrà mostrarvi qual è l'high che più vi soddisfa, la temperatura ideale per estrarre un’ampia gamma di componenti psicoattive è quella di 185°C. La temperatura ottimale media per la Cannabis è compresa tra i 180° e i 210°C. Una temperatura inferiore ai 190°C tende a produrre un effetto più cerebrale, mentre temperature superiori sprigionano un high più corporeo.

    Formula chimica THC

    Di seguito qualche informazione sulla temperature preferite dai singoli cannabinoidi. Anche se alcuni di essi prediligono temperature superiori ai 200 gradi, fornirgli tutto quel calore li porterebbe a bruciare comunque, perciò è bene tenersi sotto i 180°.

    THC – 157°C

    Il THC è il cannabinoide più famoso ed il principale responsabile dell'effetto psicoattivo della cannabis. Produce effetti sia euforici che analgesici ed induce una grande sensazione di rilassamento.

    CBD – 160/180°C

    Il CBD è il cannabinoide più adatto ad un uso terapeutico, grazie alle sue numerose proprietà benefiche.  In parte contrasta gli effetti del THC ed è efficace nel trattamento di disturbi quali ansia e paranoia.

    Delta-8-THC – 175/178 °C

    Questo cannabinoide è il fratello minore del THC, ma è più stabile e meno psicoattivo ed ha delle eccezionali proprietà antiemetiche.

    CBN – 185 °C

    Il CBN di solito è presente nella cannabis in ridotte quantità, ma i suoi effetti si fanno sentire. Contrasta il THC ed ha un effetto sedativo.

    Terpenoidi e flavonoidi sono meno conosciuti dei più famosi cannabinoidi, ma sono comunque presenti in misura importante nella cannabis. I flavonoidi sono pigmenti vegetali, a volte indicati come Vitamina P. I terpenoidi sono strutturalmente legati ai terpeni e sono presenti in moltissime piante. In parte contribuiscono a dare alla pianta la qualità unica del suo aroma. I terpenoidi e i flavonoidi sono in parte responsabili dell’aspetto, del sapore e dell’odore di una particolare varietà.

    Marijuana light

    Cos'è un vaporizzatore da tavolo

    I vaporizzatori da tavolo, chiamati anche vaporizzatori desktop sono degli ottimi dispositivi progettati e concepiti per essere utilizzati da una postazione fissa e quindi non in movimento. Offrono magnifiche prestazioni a chi sceglie di vaporizzare cannabis light o marijuana esclusivamente a casa.

    Il motivo per cui non li si può spostare, oltre le dimensioni, è il fatto che la maggior parte di questi dispositivi va alimentato a corrente. Sia questo tipo di vaporizzatore che quello portatile funzionano tramite un sistema di riscaldamento che prevede il controllo della temperatura e permette quindi di non arrivare mai a combustione. Il sistema di riscaldamento può essere a conduzione, ossia le erbe che vogliamo scaldare entrano in contatto diretto con la fonte di calore. A convezione, ovvero quando sostanza e fonte di calore non si toccano direttamente. Oppure ibrido, ossia un mix dei due metodi.

    La maggior parte dei vaporizzatori desktop utilizzano un metodo di riscaldamento a convezione, che garantisce un’alta qualità del vapore. Della dimensione di una teiera, il vaporizzatore casalingo può essere definito a tutti gli effetti un piccolo elettrodomestico che ci fa compagnia e ci aiuta se stiamo usando la cannabis per motivi terapeutico o semplicemente a rilassarci quando ne abbiamo voglia.

    Cannabis legale

    Vediamo alcuni modelli da tavolo:

    • Volcano Classic: prodotto da un’affidabile e validissima azienda tedesca, la Storz&Bickel, è senz’altro il miglior vaporizzatore da tavolo in commercio, anche a detta dei consumatori.

    Utilizzato abitualmente e in modo ufficiale dai medici per trattamenti a base di cannabis terapeutica, può essere usato oltre che come vaporizzatore per marijuana anche per cere e oli. È disponibile in due versioni. Il Volcano Classic con un sistema analogico e una manopola per controllare la temperatura. E la versione Hybrid, che ha un display digitale e una app da connettere ai propri dispositivi per personalizzare alcuni parametri.

    In entrambi i casi, l’alta qualità del vapore e la purezza del gusto sono garantite dal meccanismo a convezione. Il vapore viene raccolto in un palloncino dotato di cannuccia, che una volta riempito, potrete staccare per vaporizzare cannabis light o la vostra varietà di erba preferita.

    I palloncini hanno una valvola che funge da adattatore e rende molto facile la manutenzione. La versione Hybrid mette a disposizione anche un tubo di gomma per rendere il consumo di cannabis ancora più flessibile.

    Il prodotto si presenta con un set di sei Easy Valve, ossia i palloncini di cui abbiamo appena parlato, già incluso. Trattandosi del top della gamma tra i vaporizzatori da desktop, non deve stupirci il prezzo elevato che trova corrispondenza nell’alta qualità del prodotto.

    • Arizer v Tower: a un prezzo molto inferiore troviamo questo prodotto canadese, che garantisce una buona qualità del vapore e prestazioni affidabili.

    Ha la camera riscaldante in ceramica e un sistema di spegnimento automatico.

    Anche l’Arizer v tower è dotato di palloncino ma a differenza del Volcano Classic o dell’Hybrid, non ha una valvola che funge da adattatore. Questo, insieme al fatto che sia per la maggior parte realizzato in vetro, fanno sì che la manutenzione non sia proprio semplice e agevole. Con questo vaporizzatore per marijuana non è possibile vaporizzare cere o oli.

    • Arizer Extreme Q: della stessa azienda dell’Arizer v Tower, questo vaporizzatore da tavolo, mantiene le caratteristiche dell’altro modello ma ha un display digitale e oltre al palloncino, ha in dotazione anche un tubicino in gomma flessibile. Si ispira al Volcano Hybrid ma mantiene un prezzo più contenuto e delle prestazioni buone e non ottimali.
    • Herborizer sphere: interamente realizzato in vetro borosilicato, il materiale che si usa per costruire gli strumenti di laboratorio per intenderci, è ideale anche per vaporizzare oli e cere. La qualità del vapore ottenuta è più che buona, l’unico svantaggio è che è possibile regolare la temperatura solo nella versione xl del dispositivo, ovviamente a un costo maggiore.

    Cos'è un vaporizzatore portatile

    Un vaporizzatore portatile è un dispositivo per vaporizzare cannabis light o marijuana, la cui caratteristica principale è appunto la portabilità. Si tratta di un oggetto di piccole dimensioni, da tenere in tasca e tirare fuori all’occorrenza. Il vapore che emana è quasi trasparente, quindi per niente invasivo.

    La maggior parte dei vaporizzatori portatili garantisce un ottimo sistema di controllo della temperatura e un’alta qualità del vapore. Anche in questo caso viene utilizzato un sistema di riscaldamento, che sia a induzione, a conduzione oppure ibrido.

    Se vogliamo smettere di fumare e siamo abituati a farlo dappertutto, un vaporizzatore per erba può essere un valido sostituto e alleato, che ci permetterà di vaporizzare cannabis light, erba o estratti ovunque siamo e quando vogliamo.

    Vediamo alcuni vaporizzatori portatili:

    • Mighty: il primo in classifica, è considerato il miglior vaporizzatore portatile sul mercato.
    Vaporizzatore erba

    È un ottimo prodotto della fidata Storz&Bickel. Maneggevole e robusto, ha un sistema di riscaldamento ibrido che garantisce un’altissima qualità del vapore. Il controllo della temperatura è molto preciso e un display a led ce la indica quando è impostata. Un grande punto di forza è la lunga durata della batteria che arriva fino all’ora e mezza senza battere ciglio. Il prezzo corrisponde all’alta qualità delle prestazioni.

    • Da Vinci IQ2-Graphite: se la batte con il Mighty in quanto a qualità di vapore e controllo della temperatura. È un vaporizzatore portatile molto innovativo, permette addirittura di personalizzare la gettata d’aria. Collegato ad una app apposita, è in grado di rilevare il dosaggio preferito per un’esperienza fatta su misura. Ha un sistema di riscaldamento a conduzione ed è molto facile da pulire. Anche in questo caso prezzo e qualità trovano corrispondenza.
    • Flowermate slick: ideale per una prima esperienza con un vaporizzatore portatile, si distingue per il rapporto qualità prezzo. Sembra una penna tascabile, funziona a conduzione e il boccaglio in vetro borosilicato garantisce un’alta qualità del vapore. Facile da smontare per essere pulito, ha un design fine ed elegante. Visto il prezzo davvero modico, è da prendere in considerazione. 

    Volcano Vs Mighty

    Capita che chi sta per scegliere un vaporizzatore, sia indeciso tra i due modelli considerati il top della gamma: il Volcano Classic, il migliore vaporizzatore da tavolo in commercio o il suo portatile e altrettanto famoso fratello minore Mighty.

    Ci piace considerarli fratelli perché a realizzarli è la stessa casa madre, che ha avuto per il secondo le stesse attenzioni riservate al primo.

    L’alta qualità del vapore del Mighty, garantita dal suo sistema ibrido, non ha nulla da invidiare a quella del Volcano Classic o Hybrid. Se la manutenzione di questo vaporizzatore casalingo è semplice, quella del fratello portatile lo è ancora di più. Il sistema di controllo della temperatura è estremamente preciso in entrambi i prodotti.

    Marijuana light

    La robustezza dei materiali medici con cui è costruito e la durata superiore alla media della sua batteria, danno al Mighty la robustezza di un vaporizzatore casalingo, non di uno qualunque ma del migliore vaporizzatore da tavolo.

    Se cercate la purezza e l’affidabilità del Volcano Classic anche mentre siete in giro a vivere la vostra vita, scegliete il Mighty, che può essere senza dubbio considerato la sua versione portatile e può essere vostro ad un prezzo molto più contenuto.

    Mighty vs Davinci IQ2

    Ci sono moltissimi tipi di vaporizzatore erba, ma tutti i modelli si dividono in due macro categorie, distinte in base ai metodi di riscaldamento: i vaporizzatori a conduzione e i vaporizzatore a convezione. La differenza tra i due è il modo in cui le erbe secche vengono riscaldate. Nei vaporizzatori a conduzione l’erba è a  diretto contatto con la resistenza, mentre nei vaporizzatori a convezione il riscaldamento avviene attraverso un flusso di aria calda, senza mai far entrare l'erba in contatto con la resistenza. Esistono anche i vaporizzatori ibridi, che coniugano le due tecnologie. 

    Abbiamo messo a confronto due vaporizzatori molto in voga al momento. Si tratta di dispositivi diversi, ibrido il primo e a conduzione il secondo. 

    MYGHTY è un vaporizzatore portatile molto facile da usare, alimentato a batteria, dalle alte prestazioni e con un preciso controllo elettronico. È il risultato di anni di sviluppo dell'azienda Storz e Bickel, indiscusso leader nel settore, che ci offre ancora una volta un vaporizzatore dall'esperienza unica e indimenticabile.

    Così come il suo fratellino, il Crafty+, anche questo vaporizzatore è realizzato per durare e per stupire. Il dispositivo di riscaldamento d'aria fornisce calore durante tutta la vaporizzazione, e il vapore viene sprigionato già alla prima boccata. Ha un luminoso schermo LED che mostra la temperatura attuale e quella impostata e vibra al suo raggiungimento.

    Attraverso il manometro digitale l'utente può impostare la temperatura in un range compreso tra i 40°C e 210°C. È dotato di una doppia batteria agli ioni di litio, che assicura un riscaldamento veloce e permette di vaporizzare per ore. Come tutti gli altri prodotti di casa Storz and Bickel, il vaporizzatore Mighty viene prodotto in Germania, in conformità con gli standard e le norme europee e nord americane per gli elettrodomestici.

    DAVINCI IQ2 invece è un vaporizzatore a conduzione, compatto e leggero (pesa solo 159 grammi), protetto da una scocca in alluminio spazzolato. Si tratta di un remake aggiornato del vaporizzatore Davinci IQ, frutto dell'expertise di un'azienda leader nel settore.

    Rispetto al modello precedente, Davinci IQ2 è dotato di una rotella di controllo del flusso d’aria. È inoltre dotato di moltissimi accessori per il trasporto e la pulizia.  Ha un range di temperature molto ampio, che va dai 38°C ai 220°C: in questo modo permette un'estrazione perfetta di tutti i cannabinoidi, senza rischiare di perdere principio attivo. Viene da una famiglia di ottimi vaporizzatori ed è stata una delle novità più attese nel 2020.

    Ha una qualità del vapore straordinaria e la possibilità di variare il flusso dell’aria è una novità assoluta. Aumentando la quantità d’aria il vapore risulterà più fresco e diluito, mentre per nuvole più gustose e voluminose è necessario diminuirla; inoltre la quantità d’aria va a modificare la resistenza dei tiri. Davinci IQ2 permette di vaporizzare anche oli ed estratti ed è dotato di tutti gli accessori. Il percorso che fa il vapore, dalla camera di vaporizzazione al bocchino, è completamente in ceramica e non va mai a toccare parti di metallo o plastica per garantire la migliore qualità del vapore.

    Qualche accorgimento per una vaporizzazione al top

    Se deve essere vaporizzata l'erba non deve essere troppo secca, perché si rischia di vaporizzarla molto velocemente e di portarla ad “ebollizione” troppo in fretta, in caso di temperatura troppo alta. Questo dipende fortemente dalla situazione e dalla varietà di cannabis utilizzata. Bisogna fare dei tentativi e abbassare la temperatura quanto più l'erba sarà secca.

     

    grinder erba

     

    Se invece utilizzate cime fresche, il tasso di umidità sarà elevato e, alcune volte, il processo di vaporizzazione potrebbe essere difficile. Esiste un trick molto utile per risolvere il problema, detto “la corsa del flavonoide”. Si imposta il vaporizzatore ad una temperatura tra i 138-148°C e si riempie il palloncino di vapore, in modo che asciughi un po’ l'umidità dell'erba. A questo punto dovrebbe risultare abbastanza asciutta da vaporizzare efficacemente alla temperatura del THC e 

    Vaporizzare cannabis è il futuro

    I vaporizzatori sono una delle invenzioni più intelligenti degli ultimi cinquant’anni. Un modo per non rinunciare al consumo di cannabis, ma anzi per esaltarne al meglio le proprietà e soprattutto gustarla pura, senza l’odiosa e nociva nicotina.

    Pensate che la combustione oltre a danneggiare i vostri polmoni, brucia e disperde, come abbiamo già detto, quasi il doppio del contenuto di THC o di CBD. Riducendo quasi della metà l’effetto psicoattivo del primo e quello terapeutico del secondo. La vaporizzazione invece permette di controllare la temperatura in modo da arrivare alla evaporazione e non alla combustione della sostanza.

    Come abbiamo visto, alcuni dispositivi lo fanno per conduzione altri per convezione, altri ancora come il Mighty, sono dei formidabili ibridi. Va da sé che scegliere un vaporizzatore per erba significa trasformare l’esperienza in un’esperienza di alta qualità.

    La maggior parte dei vaporizzatori è veramente facile da usare. È importante sminuzzare l’erba con un apposito trita erba in modo da creare la consistenza ideale. Poi basterà inserire l’erba nella camera dedicata, regolare la temperatura, aspettare qualche secondo e godere dell’alta qualità del vostro prodotto.

    A questo proposito, se la vostra intenzione è vaporizzare cannabis light d’alta qualità, non dimenticate di fare un giro sul nostro sito dove oltre al vostro vaporizzatore portatile, potreste trovare la varietà di marijuana light che fa per voi.

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